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Arte e committenza nel Lazio nell’età di Cesare Baronio - Abstracts

 

 Arte e committenza nel Lazio nell’età di Cesare Baronio
Convegno internazionale di studi
 16-18 Maggio 2007

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 SINTESI  DEGLI INTERVENTI


16 maggio, h. 15.00 – Frosinone, Polo didattico dell’Università di Cassino, Aula Magna
I. ASPETTI BARONIANI DEL RECUPERO DELL’ANTICO E DEL REVIVAL PALEOCRISTIANO

Il recupero dei monumenti per la restituzione del cristianesimo antico nell'opera di Cesare Baronio
Lucrezia Spera (Università di Roma - Tor Vergata)

L'opera di Cesare Baronio risulta diffusamente segnata da un evidente interesse al recupero ragionato di dati archeologico-monumentali. Si rifletterà sulle modalità specifiche di approccio metodologico all'antico e, in particolare, sul profilo della Roma imperiale, pagana e cristiana, ricomponibile dagli scritti baroniani, nell'ottica della più generale restituzione del cristianesimo primitivo.


Cesare Baronio e i dettami tridentini nelle sistemazioni presbiteriali romane
Maria Grazia Turco (Università di Roma - La Sapienza)

Lo studio analizza alcuni significativi interventi, condotti nella seconda metà del XVI secolo, che hanno interessato l’area presbiteriale di edifici per il culto e gli arredi liturgici quali pulpiti, amboni e cibori. Interventi, questi, particolarmente significativi oltre che per le loro connotazioni specifiche, anche per la propensione a mutuare tipologie, iconografie e simboli del mondo tardo antico e paleocristiano, secondo tendenze ispirate dalla cultura post-tridentina, che vede istituzioni religiose, letteratura, arte e architettura espressioni di un progetto che ha come principale tema di riferimento l’età d’oro della cristianità, il mondo della chiesa delle origini.


La "confessio" nella Roma della Controriforma
Steven F. Ostrow (University of Minnesota)

La confessio - il luogo sotto un altare in cui sono sepolte le spoglie di un santo - è uno dei più tipici aspetti delle chiese paleocristiane e medievali in Italia.  Durante il cosiddetto Early christian revival a Roma nel periodo postridentino, quando si manifestò l'idea di emulare le forme architettoniche della chiesa primitiva, la confessio riemerse come un elemento essentiale delle strutture ecclesiastiche.  Ma non tutte le confessioni create durante questo periodo erano simili: o presero la forma d'una nicchia semplice sotto l'altare con una fenestella confessionis, o quella di una cripta più elaborata, con un corridoio anulare attorno. Questo intervento studia la tipologia e il significato di questi due forme di confessio a Roma durante la Controriforma in rapporto ai precedenti storici, agli usi liturgici, al culto delle reliquie e alla teoria sensoriale. 

The confessio - a subterranean chamber located below an altar and sheltering a relic - is one of the most characteristic features of Early Christian and medieval churches.  During the so-called Early Christian Revival in post-Tridentine Rome, a deliberate effort was made to emulate the architectural forms of the Early Church and, not surprisingly, the confessio reemerged as an essential element in church furnishings. The confessiones created during this period, however, were not all alike; they either assumed the form of a simple niche below the altar, screened by a fenestella confessionis, or of a more elaborate crypt with an annular corridor running around it.  This paper explores the typology and meaning of these two types of confessio in post-Tridentine Rome in relation to historical precedents, liturgical and devotional practices, the cult of relics, and sensory theory.
 

Modello storico, modus e stile. Il ritorno dell’età paleocristiana attorno al 1600
Herwart Röttgen (Stuttgart Universität)

Nella relazione si dimostrerà l’importanza creativa del modello storico classico, paleocristiano e medievale e del suo modus sublime per la generazione dello stile, tanto collettivo quanto individuale, degli artisti romani intorno al 1600. Questo influsso si manifesta, tra l’altro, proprio nel senso per il sublime di uno stile elevato, caratteristica innata e peculiare dell’arte a Roma. Si tratterà quindi della sublimazione dell’individuale nella convenzione del tradizionale. Si analizzerà, nei casi delle pitture e suppellettili della chiesa dei SS. Nereo e Achilleo e dell’oratorio di S. Barbara, l’imitazione, e quindi l’immaginazione del passato, nella loro pretesa di verosimiglianza, condizione voluta tra l’altro dal Paleotti e dal Baronio. In termini di esperienza moderna, la rappresentazione della realtà anticipa la forma dell’enviroment o dell’istallazione ed è, sotto l’aspetto della liturgia, da immaginare come performance.
Si accennerà infine ai problemi moderni della conservazione, del restauro e del rinnovamento dei monumenti. Nelle raffigurazioni dei martiri nelle pale d’altare del Roncalli, Rubens, Celio e Cesari, è testimoniata la memoria figurativa risalente all’età paleocristiana. Il culto di questa memoria sarà esemplificata attraverso copie di affreschi medievali realizzate all’interno della bottega del Cesari.


L’epigrafia cristiana nell’età di Cesare Baronio
Maria Rita Sgarlata  (Università di Cassino)

Si propone un’analisi degli interessi nutriti dagli studiosi del Seicento verso l’archeologia e l’epigrafia espresse dai cimiteri sotterranei di Roma, valorizzando opere edite e manoscritte che forniscono dati utili a restituire al contesto topografico originario soprattutto iscrizioni smembrate dal supporto, per divenire partecipi di quella circolazione di oggetti intimamente legata al collezionismo e agli studi di antiquaria. Sottolineando la prevalenza di una sensibilità apologetica in questi studi, si cercherà di risalire alla radice stessa del collezionismo che, nelle prime manifestazioni, ha privilegiato i manufatti dotati di iscrizioni e, in quanto tali, ben identificabili come prodotti artistici greci, romani e cristiani.




 

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