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Arte e committenza nel Lazio nell’età di Cesare Baronio - Abstracts

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17 maggio, h. 9.30 – Frosinone, Palazzo della Provincia, salone di rappresentanza
II.  ICONOGRAFIA E PITTURA AL SERVIZIO DELLA PROPAGANDA: L’ECCLESIA TRIUMPHANS DI CESARE BARONIO

La committenza del cardinale Enrico Caetani a  Santa Pudenziana
Enrico Parlato (Università della Tuscia)     

La relazione ruota attorno agli interventi di restauro promossi nella chiesa di S. Pudenziana dal cardinale Enrico Caetani, che ne fu titolare dal 1586 fino al 1599, evidenziandone l’atteggiamento nel restaurare una chiesa antichissima e legata alle origini del cristianesimo a Roma e mettendo in risalto in particolare le strettissime consonanze tra tali interventi e le ricerche storiche ed erudite condotte in quegli anni da Onofrio Panvinio e Pompeo Ugonio. L’analisi procederà poi prendendo in esame i mosaici della cappella Caetani in rapporto allo sviluppo di questa tecnica durante il pontificato di Clemente VIII, di cui l’esempio di Santa Pudenziana costituisce un’importante premessa.


I Crescenzi e il culto di Filippo Neri
Marco Pupillo (Sovraintendenza ai Beni culturali del Comune di Roma)  

Quella dei Crescenzi fu una delle famiglie dell’aristocrazia romana che maggiormente sostenne Filippo Neri e il nascente Oratorio. L’intervento intende innanzitutto precisare, alla luce di documentazione inedita, modi e tempi di questo rapporto, che riguardò anche consulenze in materia artistica alla Congregazione. Si metterà poi a fuoco il contributo dato dalla famiglia al culto di Filippo Neri, promuovendo la realizzazione di sue immagini, dalla morte, nel 1595, sino alla canonizzazione del 1622.


Alfonso Chacon e le gallerie dei ritratti nell'età della Controriforma
Ingo Herklotz (Philipps-Universität Marburg)   

L'antiquario e storico della chiesa, lo spagnolo Alphonso Chacon,  che dal 1567 in poi visse nell'ambiente della Curia romana, presenta un doppio profilo in relazione alle collezioni di ritratti del Cinquecento.
In primo luogo, lo stesso Chacon era proprietario di una collezione di ritratti di uomini  illustri di circa 280 esemplari, collezione che sembra completamente persa, ma che si può studiare attraverso due inventari inediti. Una valutazione statistico-prosopografica di questi documenti rivela la straordinaria parte occupata da effigi di santi, papi e cardinali, cioè di rappresentanti dell'Ecclesia Romana, che rende questa collezione diversa dalla tradizione gioviana e che le dà uno spirito particolarmente controriformistico. Inoltre è da considerare il ruolo che il Chacon ebbe nella genesi di altre collezioni di ritratti del tardo Cinquecento. Parecchi  documenti, finora poco studiati, non lasciano alcun dubbio che l'erudito spagnolo abbia contribuito in maniera sostanziale alla nascita delle collezioni dell’Escorial di Filippo II, della Biblioteca Ambrosiana del cardinale Federico Borromeo e, forse, anche della raccolta del Castello di Ambras, proprietà dell’arciduca Ferdinando. Se il tempo sarà sufficiente, ancora qualcosa si potrà aggiungere sulle fonti visive usate dal Chacon per le fisionomie da lui riprodotte e sull'idea della vera effigies per la nascente archeologia cristiana.
 

Frati minori tra i selvaggi: la 'Predica di san Diego d'Alcalà nelle Canarie' secondo Annibale Carracci e Pier Francesco Alberti
Antonio Vannugli (Università di Perugia)

In palazzo degli Alberti a Sansepolcro è custodita dall'origine una grande tela dipinta in grisaille, tradizionalmente riferita a Pier Francesco Alberti, figlio di Durante, morto a Roma nel 1638. La tela è comunemente descritta come la 'Predica di san Francesco Saverio agli Indiani', ma chiaramente il protagonista non è un Gesuita. Nell'intervento si individua il vero tema del dipinto nella 'Predica di san Diego d'Alcalà nelle Canarie', rivolta cioè ai nativi chiamati Guanci ("Guanchos"), e si prendono in considerazione le fonti testuali dell'episodio, nonché i modelli iconografici usati dal pittore per la rappresentazione dei selvaggi. L'opera viene quindi messa a confronto con il più noto affresco eseguito dagli allievi di Annibale Carracci tra 1602 e 1607, già nella cappella Enriquez de Herrera in San Giacomo degli Spagnoli a Roma, quali due differenti proposte di elaborazione di un nuovo repertorio iconografico in onore di un nuovo santo della Controriforma, canonizzato da Sisto V nel 1588.


III. CESARE BARONIO E LE ARTI FIGURATIVE

L' influenza baroniana nell'allestimento delle Grotte di San Pietro
Daniela Gallavotti Cavallero (Università della Tuscia)

Si esamina la disposizione dei frammenti marmorei provenienti dall'antico San Pietro nelle Grotte, quale appare dalle due redazioni della Guida di Francesco Maria Torrigio (1618 e 1639) e il ruolo che hanno avuto gli scritti di Cesare Baronio e i modelli da lui istituiti.


Storia o leggenda: l’invenzione e l’esaltazione della vera croce e Cesare Baronio
Carla Heussler (Stuttgart Universität)

The events of “The finding of the True Cross” and “The raising of the True Cross” are directly linked to the successful expansion of the Christian faith. Helena, the mother of Constantine the Great, discovered the True Cross, initiating the christianization of the Roman Empire in the fourth century. Only the discovery of a material True Cross could establish its ritual adoration, which became manifest in the adoration of relics and the introduction of a liturgical feast. “The raising of the True Cross” designates a turning point in history: Emperor Heraclius succeeded in releasing Byzantinum from the terror of the Persians and in revitalizing Christian religion. The Symbol of this triumph was the return of the cross by Heraclius and its elevation on Golgatha, event also introduced into the liturgy.
First accounts of the “The finding of the True Cross” appeared at the end of the fourth and the beginning of the fifth century in hagiographies and in Latin and Greek Church Histories.
With the spreading of the Christian Faith “The finding of the True Cross” and “The raising of the True Cross” were adapted with embellishements in medieval collections of legends. In the middle of the 13th century they were compiled in the Golden Legend, which became the most important reference for the representation of “The finding of the True Cross” and “The raising of the True Cross”.
During the Reform the subjects of “The finding of the True Cross” and “The raising of the True Cross” were not often depicted, since the adoration of the cross had changed with the rise of Protestantism. In contrast to Protestantism, the Catholic Church used the sign of the cross as symbol of renewal and victory. Besides this, the representation of “The finding of the True Cross” and “The raising of the True Cross” changed since the middle of the 16th century as a reaction to Protestant criticism of the credibility of these events.
With reference to the oldest existing sources a historically correct rendition was ensured. Especially Cesare Baronio published in his “Annales Ecclesiastici” the oldest sources of “The finding of the True Cross” and “The raising of the True Cross”. In opposition to Protestant church history, he emphasized the importance of the adoration of the relics of the True Cross and their connection to the history of Rome.
At the end of the 16th century, the chapel of St. Helena in Santa Croce in Gerusalemme, closely connected with the emperor’s mother, was restored completely in the new spirit of the Catholic Church. It’s possible that the frescoes in the chapel of St. Helena were inspired by the text of “The Finding of the True Cross” in the third volume of the “Annales Ecclesiastici”, dedicated to Philip II, whose brother-in-law comissioned the paintings.


Archivio della Congregazione dell'Oratorio di Roma: interventi e progetti
Alberto Bianco (Archivio della Procura Generale dell'Oratorio di San Filippo Neri)

Illustrazione della cultura storica dei Filippini; presentazione del progetto in corso di realizzazione presso la Comunità di Roma con accenni ai suoi diversi fondi, con particolare riferimento ai documenti riguardanti il Cardinal Baronio.




 

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