Home
Arte e committenza nel Lazio nell’età di Cesare Baronio - Abstracts

 Image


18 maggio, h. 9.30 – Sora, polo didattico dell’Università di Cassino, palazzo “Cesare Baronio”, aula magna
IV. LA COMMITTENZA ARTISTICA: FAMIGLIE E PATRONAGE NEL LAZIO MERIDIONALE

La committenza degli Sforza di Santafiora nel basso Lazio
Lucia Calzona (Polo Museale Romano)     

All’interno della cittadina di Segni, in un territorio di memorie soprattutto medievali, rimane una traccia molto discreta, quasi nascosta, di cultura artistica romana tra fine Cinquecento e primo Seicento. Lungo l’antica cinta muraria, quasi fuso con l’antico tracciato cittadino senza alcuna emergenza architettonica, sorge il palazzo non-palazzo di Alessandro Sforza Conti, unico erede alla fine del Cinquecento dell’antichissima e nobilissima famiglia dei Conti di Segni, nonché di quella degli Sforza di Santafiora. Al piano nobile sono ancora visibili quattro ambienti decorati da affreschi, eseguiti tra l’ultimo scorcio del XVI e i primissimi anni del XVII secolo, per il giovane duca. Fatta eccezione per lo spazio privato della camera con gli Amori di Giove, con un fregio dai chiari accenti erotici, gli altri tre sono luoghi decorati con tutt’altro intento: una vistosa celebrazione della gloria familiare, dagli antenati, ai feudi, ai matrimoni, ai discendenti, realizzata attraverso la pittura squillante di artisti ben aggiornati su temi e motivi della pittura clementina.

Pittura di storia e nascita di un mito: il Trionfo di Marcantonio Colonna nella fortezza di Paliano
Fausto Nicolai (Università della Tuscia)

La relazione ha per oggetto la decorazione pittorica della loggia e della cosiddetta “Sala del Capitano” nella fortezza Colonna di Paliano. Grazie a documenti inediti, è stato possibile precisare gli autori e la cronologia esatta delle grottesche nelle volte della loggia e del ciclo raffigurante il Trionfo di Marcantonio II Colonna nell’ambiente attiguo, facendo luce su una questione attributiva che si trascinava ormai da decenni.


Il caso “baroniano” della cappella Simoncelli di Boville Ernica
Patrizia Tosini (Università di Cassino)     

L’intervento analizza la cappella di Giovan Battista Simoncelli, cubiculario di Paolo V, fatta realizzare a Boville Ernica, suo luogo d’origine. Il sacello di monsignor Simoncelli fu decorato con alcuni frammenti recuperati dalla demolizione della san Pietro costantiniana, all’epoca del rifacimento della basilica sotto il papa Borghese. Il riuso di tali frammenti risponde alla volontà di preservazione delle memorie paleocristiane di Roma, secondo un’idea che possiamo definire “baroniana”.


Jacobo-Giacobbe: il primo di una lunga discendenza. Giacomo Boncompagni e la decorazione del Palazzo dell’Isola
Alessandro Viscogliosi (Università di Roma - La Sapienza)  

Giacomo Boncompagni, primo di una dinastia che per 200 anni reggerà con prerogative feudali le terre del Regno di Napoli a immediato contatto con quelle di Santa Romana Chiesa, aveva più volte cambiato di condizione: già figlio legittimato di un avvocato in utroque iure, che divenne prima vescovo, poi cardinale, poi papa, fu a sua volta “parente strettissimo di Sua Santità”, marchese di Vignola, quindi duca di Sora. Allontanatosi da Roma in seguito alla morte di Gregorio XIII, si rifugiò nel suo ducato, aspettando di ritornare grande nell’Urbe: nel frattempo ingrandì il suo palazzo dell’Isola e lo arricchì con importanti decorazioni a fresco e in stucco, in cui trasfuse molto delle sue vicende personali e sociali. Negli anni del Baronio, nella terra del Baronio, anche in assenza del Baronio.  


I Caetani nel Lazio meridionale
Laura Marcucci (Università di Chieti-Pescara)

La committenza di opere architettoniche realizzate a Roma e nei feudi tra la metà e la fine del Cinquecento è collegata alla figura del cardinale Nicolò a cui si debbono, a Roma, la costruzione del palazzo 'all'Orso', la villa a S. Susanna e l'incarico per la progettazione del palazzo per i nipoti, non realizzato. Della progettazione di opere emblematiche per la casata, Nicolò incaricò architetti che furono attivi anche nelle proprietà di Cisterna, Ninfa e Sermoneta, dove però, successive distruzioni hanno alterato il carattere originale degli interventi. Proseguì l'operato dello zio il cardinale Enrico, ma l'onere eccessivo di alcune iniziative portò la famiglia ad una grave crisi economica, risolta solo un secolo dopo.



 

© 2007 - 2018 Latiumadiectum
e-mail: redazione@latiumadiectum.it - direttore@latiumadiectum.it
Il portale viene aggiornato senza regolare periodicità, pertanto non rientra nella categoria dell'informazione
periodica stabilita dalla Legge n.62 del 7 marzo 2001.