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La scena del sacro - Introduzione


Più complessa si è rivelata la scelta degli estremi cronologici in cui racchiudere lo studio, per l’intrinseco legame e la logica continuità che unisce i fenomeni artistici di ogni luogo ed epoca. Si è creduto tuttavia di poter individuare nel secolo XI e in particolare nella sua seconda metà un momento cruciale per la produzione artistica dell’area campano-laziale, e più in generale dell’Italia meridionale, per il susseguirsi di eventi storico-artistici aventi la non comune caratteristica di “spartiacque”: la Riforma gregoriana, la conquista normanna del sud della penisola e la renovatio del cenobio di Montecassino da parte dell’abate Desiderio. Dall’altro capo il lavoro si chiude con lo studio della suppellettile prodotta nell’area in questione nella prima metà del XIV secolo, con gli esiti della scuola privernate, ultimi bagliori di un imminente autunno del Medioevo.
Lo studio degli arredi liturgici implica problemi di vario genere concernenti le forme architettoniche delle suppellettili, lo stile delle sculture, l’iconografia delle diverse figurazioni con la loro inerente simbologia, le forme e i caratteri stilistici della decorazione ad intarsio. Relativamente agli arredi prodotti nel Lazio meridionale tra la fine dell’XI e il principio del XIV secolo, tali questioni sono stati in genere prese in considerazione isolatamente o in modo generale dagli studiosi, che non si sono mai occupati dell’argomento nella sua totalità.
Pertanto gli arredi della zona meridionale del Lazio sono stati spesso studiati esclusivamente in appendice alla produzione dei Cosmati e dei Vassalletto o all’attività delle botteghe campane: dalle origini dell’arte cosmatesca (Frothingam 1895; Matthiae 1952), all’attività dei marmorari nel Lazio (Clausse 1897; Bessone Aureli 1935; Hutton 1950), dai magistri doctissimi romani (Claussen 1987, 2002) e gli artisti campani (Bertaux 1903; Cochetti 1958, 1970; Carotti 1978; Pace, 1980, 1982, 2001; Glass 1991; Gandolfo 1999), alla “secolare” disputa sui rapporti tra Campania e Sicilia, che ha naturalmente riguardato da vicino anche gli esiti della plastica basso-laziale (Bertaux 1903; Venturi 1904; Cochetti 1956; Sheppard 1950; Glass 1974).

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