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Carta archeoloca medievale - Frosinone - Premessa


In parallelo si è proceduto all’elaborazione di una banca dati informatizzata; per la rappresentazione e l’analisi del contesto territoriale nel Medioevo si è constatato che una cartografia più storica, quando dettagliata e fedele, fornisce nel complesso una immediata visibilità (orografica, idrografica, paesaggistica in generale) del momento “pre-industriale”, ed è in definitiva un ottimo strumento di sintesi.
Si devono comunque riassumere i seguenti principali limiti alla ricognizione sul campo:
 la persistenza di vaste zone boscose (in alcuni casi residui riconoscibili della situazione già medievale) soprattutto a ridosso delle montagne, dove la visibilità si riduce sensibilmente o si annulla, non consentendo di ricercare le tracce delle precedenti frequentazioni;
 il forte programma di industrializzazione. Nella tavoletta Supino I NO, dove si concentra il nucleo principale dell’area industriale, la superficie risparmiata dagli impianti è particolarmente ridotta: solo la zona centrale della Valle, area esterna di rispetto dell’eliporto frusinate, ed i rilievi montuosi settentrionali e meridionali, risultano ancora parzialmente esplorabili in maniera continuativa;
 l’ampliamento irregolare degli insediamenti urbani, l’espansione edilizia fuori controllo, e la parcellizzazione in proprietà private con recinzioni talvolta inaccessibili. Sulle colline ad oriente di Frosinone i crinali segnati dalla viabilità locale sono ormai pressoché ininterrottamente occupati da abitazioni civili; restano libere le aree intermedie, che si presentano così molto frazionate.
Ne consegue che la presente carta, pur essendo il risultato di una ricognizione esaustiva del territorio, presenta margini di approfondimento, soprattutto per le aree dove non è stato possibile accedere e nelle zone urbanizzate od industrializzate, dove soltanto lo scavo archeologico potrebbe far luce.
Adeguato spazio è stato dato alla raccolta ed alla segnalazione dei toponimi, agionimi, fitonimi più significativi; nella ricostruzione del paesaggio medievale, com’è noto, sono di estrema rilevanza per comprendere l’estensione – o il ricordo – di aree boschive, colture, spazi aperti, luoghi sacri, molto spesso menzionati nelle fonti documentarie e storiche in quanto fondamentali nell’economia o nella vita culturale del territorio; la loro valorizzazione consente di leggere la storia dell’evoluzione di quest’ultimo in età medievale, considerando così anche quei fondamentali aspetti paesaggistici che non possono più essere individuati sul terreno.


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