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Villamagna: il cantiere delle meraviglie!


L'AREA DELLA CORTE DEL CASALE
Come lo scorso anno, lo scavo ha interessato l’area della corte all’interno del casale e quella antistante la chiesa di San Pietro. Un ulteriore saggio è stato aperto all’interno di un campo adiacente alla proprietà del signor  Rodolfo Cesaritti.v
Sotto la guida del direttore di campo dottor Marco Maiuro (fig. 3), sono proseguiti gli scavi presso la corte del casale (figg. 4-9). Dopo la scoperta nel 2006 della cella vinaria, lo scopo principale di quest’anno è stato quello di approfondire la conoscenza delle strutture romane. Gli archeologi hanno, tuttavia, trovato una situazione più articolata e stratificata, in cui al settore della villa imperiale indagato si sovrappone un’utilizzazione dell’intera area in età medievale.
Gli strati romani di II/III secolo d.C. hanno rivelato una situazione inedita: in asse rispetto alla cella vinaria e con un orientamento verso ovest, è stata trovata un’esedra di cui rimane oggi solo il muro di fondazione curvilineo. Difficile confermare la presenza della pavimentazione di questa struttura. Brevi tratti di cocciopesto si intravedono ancora in un paio di buchi di palo che lo tagliano. Lo scopo della seconda parte della campagna di scavo sarà di indagare gli strati inferiori e di chiarire meglio la funzione dell’esedra. In via preliminare, la professoressa Fentress ha ipotizzato che questa esedra fosse una sorta di affaccio a quello che doveva essere il vero e proprio “palcoscenico” dell’intera struttura, ovvero l’area calcatoria, quasi una sorta di teatro che aveva come soggetto della rappresentazione la pigiatura delle uve e la lavorazione del vino. 
 


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