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Villamagna: il cantiere delle meraviglie!


Più cauto il dottor Maiuro, che, accanto all’idea suggestiva del piccolo teatro, ipotizza che l’esedra potesse essere utilizzata anche per le cene dell’imperatore, come lo stesso Marco Aurelio ci ha descritto nelle sue lettere a Frontone. Al di là delle ipotesi, durante la descrizione dell’area si è tenuto a sottolineare il pregio ed il lusso della parte scavata in rapporto alla cella vinaria la quale aveva una funzione prettamente produttiva.
Il saggio aperto già dallo scorso anno di fronte a questa esedra risulta molto intrigante per gli archeologi che vi lavorano. Le strutture romane, sconvolte da spoliazioni di età medievale, consistono in una serie di stanze di ignota funzione, alcune decorate da mosaici. La presenza di una piccola rampa di scale, evidenziata già dai sondaggi precedenti, fa supporre l’esistenza di un piano inferiore. L’ipotesi sarebbe avvalorata, in alzato, anche dall’esame delle sostruzioni che circondano l’area del casale. La zona risulta essere molto articolata e di difficile lettura a causa degli interventi di età medievale. L’unica ipotesi plausibile a questo stadio delle ricerche è quella di vedervi una zona di raccordo tra l’esedra e le stanze della villa. Nel periodo medievale l’intera corte doveva essere stata abitata e sfruttata. Sono stati rinvenuti, infatti, nell’area dell’esedra oltre cinquanta buchi di palo, di diversa grandezza, forma e profondità, i quali si impostano non solo sul pavimento, ancora da indagare, ma anche sulle strutture murarie. Esse fanno pensare ad una sovrapposizione di più capanne nella stessa area ed in periodi diversi. La varietà ed il numero di questi fori hanno fatto supporre che l’utilizzo dell’area non si fosse limitato al solo periodo medievale, ma anche al successivo.
Il nuovo saggio aperto sulle stanze documenta uno sconvolgimento maggiore dell’area a causa di un grosso scasso datato all’età medievale. Esso potrebbe essere messo in collegamento con una casa calcinaria, citata in alcuni documenti della fine del XII secolo.
 





 

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