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Villamagna: chiusura della campagna di scavo 2007


L’AREA DELLA CORTE DEL CASALE
Il responsabile dei saggi all’interno della corte del casale, dottor Marco Maiuro (fig. 1), ha illustrato le ultime novità emerse da quest’area, che è venuta man mano delineandosi come uno scenografico “terminale ottico” della strada d’accesso, corrispondente all’attuale viale alberato.
Il prosieguo dello scavo a ridosso del calcatorium ha evidenziato come quest’ultimo fosse occupato da un numero ingente di dolia. La struttura, che nel suo genere costituisce un unicum per l’uso di marmi pregiati – numidico, portasanta e serpentino – si affaccia su un’esedra semicircolare, affiancata da un ambulacrum. Si conferma così l’ipotesi avanzata il mese scorso e tendente ad interpretare l’intera area come un “teatro della produzione”: così è stata definita dalla professoressa Fentress, la quale, confortata dalle fonti letterarie – i racconti e le descrizioni epistolari dell’imperatore Marco Aurelio circa le sue giornate all’interno della villa e le attività che lì si svolgevano – ritiene possibile che il processo di produzione del vino a Villamagna, con i villici che cantando pestavano le uve, fosse stato oggetto di una sorta di spettacolarizzazione e trasformato in una sorta di messa in scena a cui l’imperatore e i suoi commensali solevano assistere per diletto ed intrattenimento, accomodati proprio nello spazio delimitato dall’esedra, in cui è stato portato alla luce l’alloggiamento del pavimento, depredato del rivestimento marmoreo durante l’età medievale e quella moderna. Sono stati ulteriormente indagati i buchi di palo sparsi un po’ ovunque all’interno della superficie, tuttavia la distribuzione delle capanne – già individuate a fine giugno – e la loro eventuale struttura è ancora in fase di studio.               




 

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