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Villamagna: chiusura della campagna di scavo 2007


L’AREA DEL MONASTERO DI SAN PIETRO
La dottoressa Caroline Goodson (fig. 2) ha proseguito i lavori nella zona del monastero di San Pietro, esattamente nella parte antistante la chiesa, dove è stato identificato il cimitero laico del borgo sorto in età medievale.
La chiesa attualmente presenta una struttura le cui caratteristiche più rilevanti sembrerebbero risalire al XII secolo; tuttavia, dalle fonti è nota l’esistenza di una chiesa  con annesso cenobio benedettino nel X secolo, dunque è lecito supporre che l’edificio attualmente in alzato sia un rifacimento – sarà da studiare in che misura – dell’edificio preesistente. Si presuppone, quindi, l’esistenza di un’altra chiesa.
Al XII secolo dovrebbe risalire, oltre la ristrutturazione della chiesa, anche la ri-sistemazione dell’intera area antistante (figg. 10-16), in cui fu eretta anche una torre, con muri monumentali, in cui risultano re-impiegati frammenti alto-medievali. La dottoressa Goodson ritiene che questo tipo di torre e la sua collocazione rispetto al complesso possano trovare confronti stringenti negli analoghi esempi di Itri e San Vincenzo al Volturno.
Il ritrovamento di un pilastro, che doveva presupporne un altro speculare, indicherebbe la presenza di un nartece antistante la chiesa, con una serie di tombe che, costruite con dei blocchi più regolari, risultano diverse rispetto ad altre scoperte nel medesimo ambito. All’estrema sinistra dell’area scavata, è stato rinvenuta una preparazione pavimentale, attribuibile allo stesso periodo delle strutture precedenti(fig. 11, in basso a sinistra). Estremamente inclinata, sembrerebbe il frutto di un cedimento del terreno, benché la mancanza di fratture sulla superficie e le caratteristiche degli strati superiori inducano a qualche perplessità.
L’intera area antistante la chiesa sembra essere stata rasata già nel XV secolo, quando fu costruito un muro perimetrale e l’intero complesso subì un cambiamento d’uso. Dalle fonti documentarie è noto che nel 1297 il monastero fu soppresso da Bonifacio VIII; si potrebbe quindi sospettare che il monastero stesso sia stato raso al suolo, mentre fu risparmiata la chiesa che continuò a servire la comunità laica ivi stanziata.
Una delle novità emerse nel corso di questa seconda fase della stagione di scavo 2007 è il rinvenimento di una grande fossa per la lavorazione del calcare, da utilizzare per la costruzione del borgo. È stata individuata, infatti, un’ampia vasca di spegnimento della calce e una canaletta di scolo che portava alla stessa (figg. 15-16). 


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