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Castro dei Volsci, Conferenze di topografia antica - Abstract


L'accelerazione dei processi di modificazione del tessuto territoriale verificatisi dagli anni '60 in poi, impone nuove domande e richiede di studiare la centuriazione romana dotandosi di strumenti e metodi cognitivi nuovi che spieghino dopo averli inventariati i caratteri storici delle identità dei luoghi. La forma che generazioni di uomini hanno dato al territorio è un valore da tutelare e difendere ai fini del suo assetto geofisico ed idrico e soprattutto da valorizzare per una pianificazione che sappia coniugare le trasformazioni con la tutela del paesaggio storico.
Nuove domande che impongono allo storico di dare risposte ricostruttive in termini dinamici e di funzionamento dei quadri catastali antichi. Risposte che inoltrate dallo storico all'urbanista permetteranno di formulare ipotesi convincenti sul rapporto da intrattenere con le regolarità indotte sul paesaggio attuale dagli assetti antichi.
Nel volume "Antichi paesaggi agrari d'Italia nelle banche dati dell'Agea", che in questa occasione si presenta, Michele Fasolo ha proceduto ad una nuova completa ricognizione delle persistenze dell'organizzazione territoriale ed agricola romana esistenti sull'intero territorio nazionale utilizzando innanzitutto le recentissime foto aeree a scala di grigio di proprietà dell'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) ma ha anche tentato di infittire i reticolati centuriali già da tempo individuati da parte dei vari studiosi che si sono occupati del problema. Ne è scaturita una situazione aggiornata complessiva in formato vettoriale e raster georeferenziata che va implementata in una prospettiva pluridisciplinare e plurimetodologica, incrociando le persistenze delle maglie centuriali con i dati della geografia fisica, la pedologia, la geologia, i fattori antropici e quelli fisiografici, in modo da identificare e caratterizzare geometricamente l'influenza del catasto romano sull'evoluzione del paesaggio e sulla morfologia territoriale attuale. Si tratta di una prospettiva che tocca non solamente gli aspetti, pur rilevantissimi, del riconoscimento, apprezzamento e valorizzazione dei contenuti storico culturali del suolo ma ha evidenti ricadute a livello di difesa degli assetti geofisici ed idrici e di orientamento delle scelte di pianificazione e di gestione delle attività che lo vedono coinvolto; per presentare le nuove metodologie di indagine geofisica, interverrà la Dott. Valeria Poscetti.
Introdurrà la Dott.ssa Sabrina Pietrobono, Direttrice MuCA. 



 

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