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L'offerta agli dei - Relazione

Cenacoli di storia dell'arte 2007-2008

 1 Dicembre 2007
Anagni, Palazzo Comunale, ore 16:30

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Maria Giudici
L’offerta agli dei
Il thesauros e altri esempi di sacra elemosina
 

Durante alcuni lavori di ristrutturazione della chiesa di Sant’Angelo ad Anagni nel 1923, fu rinvenuta, murata in un altare, un’iscrizione. Edoardo Gatti, nella pubblicazione della notizia, identifica il manufatto con un frammento di colonna in pietra locale (GATTI 1923). L’interpretazione del pezzo e la sua datazione alla tarda età repubblicana o alla prima metà dell’età imperiale sono accolte successivamente nel volume di Matilde Mazzolani (MAZZOLANI 1969), la quale pensa che nelle vicinanze dell’edificio di culto fosse localizzato un tempio dedicato a Venere o a Venere Libitina.
Recentemente David Nonnis (NONNIS 1994-1995) è ritornato sul pezzo, correggendo la datazione alla piena età repubblicana e proponendo di identificare il manufatto con un thesaurus. Il confronto con oggetti simili rinvenuti nel Mediterraneo orientale - per esempio a Delo - e nella penisola italica - si veda quello di Sora o di Pausulae, in località S. Lucia di Morrovalle - ha permesso un’ipotesi ricostruttiva del pezzo.
Un’analisi più attenta dell’iscrizione ha consentito, inoltre, una serie di considerazioni sui dedicanti: non semplici privati ma due praetores, importanti magistrati dell’antica Anagnia con funzioni prevalentemente amministrative.
Se Marco Aurelio si meravigliò della grande quantità di templi e santuari durante una sua visita alla città di Anagni, non c’è da stupirsi del possibile ritrovamento di un secondo thesaurus nelle vicinanze della cattedrale. I lavori di pavimentazione di Piazza Innocenzo III fra l’ottobre del 2003 ed il febbraio del 2004 hanno permesso la scoperta di un manufatto di forma quadrata, costituito da due pezzi accostati fra loro con al centro un incavo. La forma del manufatto, molto simile a quello rinvenuto a Fregellae, ha dato agli archeologi (GATTI 2006) la possibilità di identificarlo con una cassetta delle offerte, presumibilmente chiusa in antico da un coperchio litico o forse da un’ogiva. Contribuiscono a questa scoperta la vicinanza alla cattedrale, sotto cui sono stati individuati resti di mura e di opera quadrata di un tempio, e la datazione alla tarda repubblica, che ben concorda con la diffusione di questi manufatti.


RELATORE
Maria Giudici
   MATERIALI
Relazione
Bibliografia
   ANGOLO EXPO
Fernando Rea
Il convivio degli dei
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