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L'offerta agli dei - Relazione


La “sacra elemosina” poteva esprimersi in forme e modi differenti, assumendo i caratteri di veri e propri atti evergetici. Il sostegno al tempio si manifestava con costruzioni, restauri o attraverso il finanziamento di opere necessarie al luogo di culto.
Tra questi interventi sono da annoverarne molti provenienti dal Latium Adiectum: ad Alatri, tra la metà del II secolo a.C. e la prima metà del I secolo a.C., è documentata la costruzione di antae; a Casinum, nel I secolo a.C. furono costruiti per esigenze cultuali una porticus e dei sedilia, mentre nella stessa città, in un altro tempio, fu curato un restauro. A Fregellae, nel santuario extra urbano, fu costruito o dedicato un tetto o la decorazione fittile dello stesso, mentre nel santuario di Esculapio, all’incirca nella seconda metà del II secolo a.C., fu costruita e dedicata un’ara. Ad Aquinum, il provvedimento più interessante è riportato in un’iscrizione rinvenuta in località Bosco degli Aceti. Intorno alla metà del I secolo a.C. sembra essere documentata la costruzione di una culina. A Tarracina, nel tempio dell’acropoli, nei decenni finali del II secolo a.C. fu allestito un pavimentum, mentre in un’iscrizione del I secolo a.C. documenta la costruzione di un’aedicula. Infine, Minturnae vide all’incirca alla metà del I secolo a.C. la costruzione di un theatrum all’interno del "pagus Vescinus".    


RELATORE
Maria Giudici
   MATERIALI
Relazione
Bibliografia
   ANGOLO EXPO
Fernando Rea
Il convivio degli dei
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