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Le acque che sono sotto il firmamento - Relazione

Nel primo lunettone, il Primo Maestro illustra una scena, interpretabile per significato di gesti e posture come un dibattito filosofico. Quattro antichi saggi, due per panca, attorniano una figura nimbata centrale in posizione eminente da identificarsi con Cristo Logos, il Verbo Divino che preesiste al Tempo e attraverso cui il mondo viene creato. Argomento del discutere è presto illustrato nella prima volta: l’ordinamento del Cosmo si spiega secondo una visione aristotelico tolemaica ben presente e tramandata dalle enciclopedie medievali a partire da Isidoro di Siviglia. Al centro dovrebbe quindi distinguersi la Terra, i cerchi  concentrici dei Cieli, la zona pertinente ai segni zodiacali che seguono il corso dell’Anno (ancor visibile tra gli altri nettamente l’Acquario). Nei pennacchi, i Venti, figure dall’aspetto demoniaco, soffiano entro due tube animando il moto.
Procedendo verso il secondo lunettone, medesimo è lo schema: due saggi, identificati come Ippocrate e Galeno nell’iconografia del Maestro ed Allievo. Ippocrate istruisce spiegando bene come l’Uomo sia formato dagli stessi Elementi presenti nel Mondo. Questa dottrina delle Corrispondenze fra Mondo e Uomo è il principale oggetto del diagramma che occupa la seconda volta. Su medesimo impianto concentrico e basato sulle teorie fisiche aristoteliche ed ippocratico-galeniche, ecco la dottrina che associa le stesse due qualità attribuite all’Elemento come pertinenti alla corrispondente Stagione, Età umana e sua complessione temperamentale. L’uomo nella sua dimensione fisica è della stessa materia del Mondo, è quindi un Microcosmo. Soggetto quindi al Tempo e alla Malattia, solo comprendendo la sua Fysis potrà esser curato.
In alto, un complesso diagramma illustra la struttura del Mundus secondo una tradizione tipica del Platonismo medievale. Quattro rimangono gli Elementi, a cui vengono associate tre qualità, secondo rapporti proporzionali matematici.
Due momenti della Storia del Cosmo: nella I volta la sua Creazione ed il suo Ordinamento perfetto, compiuto, nella seconda il Mondo nelle componenti elementali che ciclicamente si degradano, che hanno influsso sulla Complessio (salute umana) resa fragile, precaria.
Fra questi due momenti, lo snodo: il sottarco marino, passaggio fisico del luogo e passaggio del tempo narrativo. Sono le Scritture veterotestamentario a suggerire lo spunto della nostra ricerca.
E’ il Peccato originale, compiuto dall’Uomo, a costituire lo iato, la rottura della perfezione edenica, a rendere l’essere umano sensibile al dolore, alla malattia, perfino alla morte. Unico rimedio terreno concesso: il sapere medico che, preso atto della caducità umana, attraverso lo studio della natura tutta, ottempera alle conseguenze della malattia.
La malattia diviene la conseguenza fisica del peccato, la ferita nell’Ordine edenico dopo la quale inizia la cosiddetta storia post-edenica.
Vogliamo quindi verificare che questa figurazione marina non sia altro che una figurazione allegorica della condizione immediatamente seguente il Peccato originale, quando l’Uomo si scopre nudo, sessuato, preda di sofferenze e vizi.  


RELATORE
Claudia Quattrocchi
      MATERIALI
Relazione
Bibliografia
   ANGOLO EXPO
Fernando Rea e Giovanni Fontana
Immagini d'acqua
       

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