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Le acque che sono sotto il firmamento - Relazione

Solo tramite questi elementi sinora focalizzati iniziamo ad intuire che anche a Saint-Chef questo mondo marino descrive, tramite la metafora delle acque, un mondo che ha conosciuto il Male. Ma oltre alla presenza di ben tre sirene, questi flutti sono confusamente sconvolti da altri esseri in parte fantastici e mostruosi: conchiglie, enormi pesci, animali ibridi difficilmente identificabili. Particolare attenzione merita una figura prossima ad una delle due sirene della parte centrale dell’intradosso. L’artista qui dipinge uno strano “grifone marino” dalle zampe e volto di leone, con la lingua trifida, alato e dotato di una lunga coda che si attorciglia a chiocciola attorno al corpo. Questa tipologia animale (del tutto immaginaria) rimanda a simili figure presenti a Roccaforte Mondovì, Anagni, Milano. Nel sottarco di Carpignano Sesia si riscontra un medesimo immaginario fantastico; mentre ad Anagni la figura di un “cavallo marino” presenta un caso analogo (fig. 30).
Vi è pure una terza figura caratteristica di questo intradosso francese: una seppia dal volto umano. Forse lo spunto per questa bizzarra rappresentazione potrebbe venire da Oppiano che pare dare una descrizione letterale dell’immagine in questione: «La seppia…ha dei tentacoli lunghi ed affilati come capelli che nascono dalla testa». Che valenza allegorica può avere questa seppia semi-umana? Crediamo che entro questo contesto mostruoso e brutale siano due i significati ad essa attribuibili, fra loro connessi. Secondo Valeriano: «gli antichi vedevano in questo pesce un’immagine della menzogna e della falsità»poiché prima si mostra e quando lo si vuole avvicinare si nasconde nella nube nerastra espulsa dalla sua bocca «come fanno tutti i mentitori usando dissimulazioni e mostrandosi codardi». Oltre a questa interpretazione, legata al peculiare liquido che la seppia usa per attaccare e difendersi, ne è attestata un’altra connessa la suo modo di accoppiarsi. Isidoro ritiene, infatti, la seppia un animale osceno in quanto il suo coito, come nel caso delle vipere, avviene per mezzo della bocca.
Anche nel caso di Saint-Chef, come nei precedenti, l’allusione alla sessualità è costantemente presente ed è parte di quella volontà di illustrare i vizi umani tramite immagini del mondo animale. Sono molteplici gli aspetti comuni tra questo sottarco e quelli italiani illustrati in precedenza, con particolare riferimento a quello di Anagni. Tra tanti si ponga l’attenzione al fatto che questo paesaggio marino trova spazio proprio in un intradosso di arco (dunque di nuovo elemento architettonico di passaggio); ricorre il colore scuro dei flutti; il carattere inquietante e conflittuale dello scenario; la citazione puntuali di taluni elementi iconografici costanti (sirena, pesci, molluschi); la presenza di altri varianti come il serpente marino che accomuna solo Saint-Chef, Anagni e Roccaforte Mondovì. Crediamo che anche in questo caso francese possa a ragione trattarsi di rappresentazione delle «acque sotto il firmamento» e che questo nuovo tipo iconografico sia qui presentato nella medesima accezione cosmologico-moraleggiante presente ad Anagni (nel sottarco tra la I e la II volta) come pure negli altri esempi succitati. 


RELATORE
Claudia Quattrocchi
      MATERIALI
Relazione
Bibliografia
   ANGOLO EXPO
Fernando Rea e Giovanni Fontana
Immagini d'acqua
       

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