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Le acque che sono sotto il firmamento - Relazione

Contesto esegetico

Le ‘acque inferiori’ (lo si legge nella traduzione di Rufino di passi di Origene) sono proprie dell’abisso tenebroso, rifugio del demonio e degli angeli malvagi. Bisogna perciò rompere ogni legame con esse, evitarne ogni attaccamento. Si spiega così, entro questo orizzonte interpretativo, il colore scuro dei flutti marini rappresentati nei sottarchi di Anagni, Milano, Saint-Chef, tutti alludono ad un abisso tenebroso. In questo abisso si consumano peccati e vizi legati al corpo di cui simboli sono i suoi abitanti: la sirena, l’uomo avvolto dal serpente, i cavalieri ittocentauri rimandano al peccato della Lussuria, la tigre alla Vanità, gli uomini in lotta all’Ira.
Origene segna l’inizio della lettura delle ‘acque inferiori’ come allegoria del mondo demoniaco; tale interpretazione diventerà del tutto canonica per gli esegeti successivi. Rabano Mauro in età caroligia connoterà in senso ancor più moraleggiante questo tema, poi totalmente ripreso dallo stesso Pier Damiani in una lettera indirizzata ad Ildebrando di Soana che cita uno scritto fisico-medico di Alfano Salernitano, parente e Maestro di Pietro da Salerno.
Elemento iconografico comune a tutti i sottarchi è un’agitazione che sconvolge un ideale ordine compositivo interno a ciascuna scena. A nostro avviso una simile scelta compositiva potrebbe trovare motivazione nella nozione origeniana secondo cui tali acque sono sede delle potenze infernali (καταχθόνιοι δυνάμεις) le quali provocano una continua turbolenza (ταραχώδη). Concludendo, si deve attribuire ad Origene l’inizio della lettura allegorica del tema delle acque genesiache in una forma e secondo accenti che rimarranno pressoché invariati fino al XII.
La collocazione di questa figurazione marina allegorica in un elemento strutturale divisorio e di passaggio, l’intradosso di arco appunto, ci induce quindi a leggerlo entro un duplice sistema di significanza: sia  circa il discorso sulla struttura del Macrocosmo illustrato nella I campata, sia circa quello delle rispondenze “Mundu-Annus-Homo” con declinazione medica che informano i soggetti della II campata. In stretto riferimento alla figurazione dell’ordo universi nella I campata, le “acque inferiori” devono essere lette in termini cosmologico-fisici: sono queste ‘acque’ effettivamente create da Dio e da Lui divise da quelle ‘superiori’ a cui si aggiungerebbe altresì il concetto di mare come “finis terrae”. In relazione invece ai soggetti della II campata, esse assumono valore allegorico caricando il tema iconografico stesso di una forte di valenza tropologica. Ecco dunque come, a nostro avviso, le ‘acque inferiori’ possano rappresentare quella tendenza al disordine strutturale e morale che si manifesta all’indomani dell’atto di ribellione all’Ordine di Dio compiuto dall’Uomo con il Peccato originale. Dopo questo evento, così come illustrato dai temi fisico-medici della II campata, il Mondo smette di essere fissamente collocato nella sua età di perenne primavera edenica e l’Uomo (in quanto Mondo minore) invecchia, si ammala, perisce. Il grandioso diagramma dipinto sulla II volta illustra infatti l’idea di come il Mondo e l’Uomo, costituiti dai medesimi quattro elementi primari (Aria, Fuoco, Terra, Acqua), subiscano parimenti le medesime leggi del cambiamento e della degenerazione. Il Mondo, non più fermo in uno stato di edenica immobilità conosce l’alternanza stagionale, così l’Uomo che si è ribellato cedendo alle lusinghe del Diavolo scopre il dolore, la malattia.
La medicina dunque costituisce unico rimedio terreno, nel costante tentativo di garantire una precaria umana sanitas, mai più del tutto recuperabile dopo il Peccato. In questo paradigma, l’inserimento delle due maestose figure di Ippocrate e Galeno, celebri fisici e medici dell’antichità, rappresentano le ideali guide…i mentori di quella disciplina medica che la scuola salernitana rischiarava, per prestigio, in tutto l’occidente latino. 


RELATORE
Claudia Quattrocchi
      MATERIALI
Relazione
Bibliografia
   ANGOLO EXPO
Fernando Rea e Giovanni Fontana
Immagini d'acqua
       

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