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16 Febbraio 2008: V Cenacolo di storia dell'arte

16 Febbraio 2008
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V Cenacolo di storia dell'arte
Atina, Palazzo Ducale dei Cantelmo

 

Sabato 16 febbraio si è chiusa la seconda fase dei “Cenacoli di storia dell’arte” dell’Associazione Latium adiectum, ospitata nel Palazzo Ducale dei Cantelmo ad Atina.
Nel suo contributo dal titolo “Mars sive Numiternus. Divinità italiche e divinità romane tra continuità e novità”, la dottoressa Maria Giudici ha preso spunto dall’epigrafe (II secolo d.C.) custodita nel Museo civico atinate, per delineare alcune delle figure più rappresentative del pantheon italico: Numiterno, Mefiti, Laverna, Marica, etc. Divinità che, pur nella differenziazione cultuale, sembrerebbero accomunate dal forte legame col mondo agro-pastorale. La conquista romana non obliterò tali culti ma, al contrario, li assimilò. Con la pax deorum, Roma riconobbe e assicurò la libertà religiosa ai popoli assoggettati, introducendo le divinità locali all’interno del proprio pantheon (il rito dell’evocatio era una formula diretta ad invitare gli dei della città nemica ad abbandonare la loro sede e a trasferirsi a Roma) o assimilandole lentamente, all’interno di culti già consolidati e tradizionali (ad esempio, Numiterno assimilato a Marte).

 

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