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Tra peccato e redenzione

Cenacoli di storia dell'arte 2007-2008
1 Marzo 2008
Alatri, Biblioteca comunale "Luigi Ceci", ore 16:30

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Manuela Gianandrea
Tra peccato e redenzione
Giona e l'uomo col serpente nella decorazione di pulpiti e amboni

Nel Medioevo, l’arredo liturgico non costituiva semplicemente la quinta scenica e l’apparato ornamentale delle sacre cerimonie: candelabri pasquali, cattedre vescovili, cibori, pulpiti, recinzioni presbiteriali erano strumenti attraverso i quali la Chiesa esprimeva per immagini alcuni principi fondamentali della fede, veri e propri ‘mezzi di comunicazione di massa’, ricchi di una simbologia il cui lessico, familiare all’uomo dell’epoca, spesso rimane enigmatico e difficilmente afferrabile agli occhi dell’uomo contemporaneo. Le storie di Giona, ingoiato e dopo tre giorni rigettato dal pistrice, frequentemente presenti nel decoro degli amboni erano prefigurazione della morte e resurrezione di Cristo. L’uomo morso dal serpente e artigliato dall’aquila, spesso scolpito nei pulpiti con funzione di leggio, era l’emblema della sconfitta del peccato attraverso i sacramenti e la parola di Dio, del soccombere dell’Anticristo grazie alla potenza dell’aquila, simbolo dell’evangelista Giovanni, che artiglia l’uomo liberandolo dalla stretta del male. Dal peccato alla redenzione dell’uomo, dunque, attraverso la resurrezione di Cristo, i sacramenti e la parola di Dio. 



RELATORE
Manuela Gianandrea
   MATERIALI-a
Relazione: Giona
Relazione: L'uomo col serpente
    MATERIALI-b
Bibliografia
         
    

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