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Tra peccato e redenzione - Relazione: Giona

Tuttavia le Storie di Giona in seno alla decorazione degli amboni non hanno un successo e una diffusione speculari a quella dei rotoli di Exultet e della liturgia pasquale. Presenti abbondantemente nei pulpiti campani, basso-laziali e abruzzesi, Giona e il pistrice non trovano invece fortuna nelle strutture liturgiche della Puglia, dove vengono prodotti straordinari esempi di Exultet. L’unico esempio pugliese noto con questo motivo è infatti il rilievo emerso dagli scavi della cripta della cattedrale di Bari, datato agli anni Trenta dell’XI secolo. Una constatazione che torna proprio osservando le illustrazioni dei rotoli miniati in Puglia: negli Exultet 1, 2, 3 dell’Archivio Capitolare di Troia e negli Exultet 1, 2 dell’Archivio del Capitolo Metropolitano di Bari gli amboni raffigurati non recano mai la rappresentazione di Giona e del pistrice, mentre compaiono altri elementi caratteristici, quali l’aquila reggileggio o gli ornamenti vegetali. Al contrario, in conformità con ciò che mostrano le testimonianze superstiti, gli amboni raffigurati negli Exultet prodotti nell’area campana e basso-laziale presentano diffusamente l’immagine di Giona ingoiato e rigettato dalla balena. Nella scena del Diacono sull’ambone dell’Exultet 2 di Pisa, sicuramente la più interessante da un punto di vista illustrativo, si vedono chiaramente sui parapetti della doppia rampa le due fasi della storia di Giona, mentre nel rotolo proveniente da Mirabella Eclano, nell’Exultet 2 dell’archivio di Montecassino e in quello del Tesoro della cattedrale di Capua il rimando all’episodio biblico è sintetizzato nella sola figura del pistrice. Un interessante punto di partenza in grado di accomunare le esperienze della Campania, del Lazio meridionale e dell’Abruzzo poteva essere Montecassino e quindi l’ambone fatto erigere da Desiderio per la chiesa di San Benedetto: le Chronica però dicono solamente come la struttura desideriana fosse ornata di “…diversis colorum fucis et auri petalis…”, senza far accenno ad alcuna decorazione narrativa. Si può allora comunque pensare che il denominatore comune tra queste zone possa essere stato il legame con la tradizione antica e paleocristiana, più che mai sentito tra il Lazio meridionale e la Campania per ragioni di contingenze storico-culturali e per la presenza di Montecassino, ma vivo anche in Abruzzo, favorito dalla forte presenza benedettina sul territorio. Proprio nella Marsica, che rivela una particolare propensione per la classicità, si trova Santa Maria in Valle Porclaneta, chiesa appunto benedettina, che conserva la prima testimonianza dell’episodio di Giona su un ambone abruzzese, riprodotto poi a Moscufo e a Cugnoli. Grazie alla sua costante presenza in sarcofagi, pitture e mosaici paleocristiani, Giona sarebbe stato accettato dalla cultura antichizzante dell’area in questione: una “resurrezione” però questa chiaramente connessa anche alla spiccata immediatezza comunicativa dell’immagine.   


RELATORE
Manuela Gianandrea
   MATERIALI-a
Relazione: Giona
Relazione: L'uomo col serpente
    MATERIALI-b
Bibliografia
         
    

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