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Tra peccato e redenzione - Relazione: L'uomo col serpente

Si vuole chiudere questa breve e assolutamente incompleta rassegna di uomini morsi dal serpente in Italia con un’immagine proveniente dal chiostro di Monreale, che ci avvicina prepotentemente alla nostra zona di indagine, visti i notevoli e complessi rapporti tra la plastica siciliana e quella campana nel XII secolo. Il capitello numero 6 del lato settentrionale mostra un uomo, vestito di una corta tunichetta e con calzari ai piedi, con un serpente attorcigliato lungo il corpo che arriva a morderlo all’altezza del petto, mentre egli lo afferra per il collo con la destra e con la sinistra lo ferisce con un coltello; sembra utile sottolineare che l’immagine in questione è inserita in un contesto allegorico di battaglie tra Virtù e Vizi, accanto a uomini in lotta con lupi, mostri dal torso umano e serpenti.  Da un punto di vista puramente iconografico le immagini delle donne e soprattutto degli uomini morsi o in lotta con serpenti della plastica romanica sembrano quindi avere numerose tangenze con i lettorini campani e laziali, dal momento che in ambedue i casi l’uomo è avvolto dalle spire del serpente, da cui spesso cerca di divincolarsi, o morso dal rettile proprio all’altezza del petto. Se volessimo ricercare dei prototipi iconografici nell’arte antica, come spesso deve farsi nella plastica medievale, i nostri interessi cadrebbero sulle figure di Ercole ed Eone: mentre conosciamo perfettamente però l’eroe greco e la sua lotta con i serpenti che, esecutori infausti della gelosia di Giunone, tentarono di strozzarlo nella culla, viene spontaneo chiedersi chi sia Eone. Eone, o Aion, incarna per gli autori greci il Tempo, inteso però non come “tempo relativo”, per cui si fa riferimento a Chronos, ma come “tempo assoluto”, come “vita”. A partire da questo significato astratto di “vita”, “durata della vita”, la speculazione filosofica sul mondo lo collega ai valori di “persistenza”, di “vita senza limiti” e infine di “eternità”. Non è possibile individuare una tradizione iconografica unica e sicura, perché Aion ha subito numerose modifiche e contaminazioni, tanto che allo stato attuale si può solamente dire che esistono due tipi iconografici di Eone a simboleggiare fino all’età ellenistica il Tempo eterno e in seguito il dio cosmico, l’anima del mondo. Un Aion giovane, imberbe, qualche volta alato, accompagnato da un serpente o più spesso dal cerchio zodiacale e delle stagioni, nell’atto di portare un corno dell’abbondanza o un globo sormontato da una fenice, per simboleggiare il rinnovamento perpetuo dei Tempi e dell’Universo, con l’atteso ritorno dell’Età dell’Oro. In seconda battuta si incontra un Aion barbuto e anziano, con la testa ornata di fiori e frutti, accompagnato spesso dalla ruota o dal cerchio dello zodiaco e dalle stagioni. Questi tipi si distinguono però nettamente dall’Eone mitraico, che si presenta quasi sempre con la testa leonina, avvolto dalle spire di un serpente e accompagnato dal cerchio dello zodiaco.    


RELATORE
Manuela Gianandrea
   MATERIALI-a
Relazione: Giona
Relazione: L'uomo col serpente
    MATERIALI-b
Bibliografia
         
    

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