Home
Tra peccato e redenzione - Relazione: L'uomo col serpente

Una derivazione iconografica dai rilievi con donne e uomini morsi o in lotta con serpenti delle cattedrali francesi per l’immagine dei lettorini campani può trovare conferma nella sintonia che esiste tra alcune iconografie e forme plastiche che appaiono in Campania a partire dall’XI secolo e le regioni di origine dei Normanni, dominatori in quegli anni del sud Italia. Il mondo normanno, e in più generale nordico, è infatti di certo presente nel bacino di raccolta dei modelli che hanno dato vita alla plastica campana: con la Francia è stato infatti collegato lo stipite destro del portale sul lato meridionale della chiesa di San Marcello a Capua, oggi un patchwork di elementi coevi ma non necessariamente pertinenti allo stesso monumento, ritenuto un unicum iconografico in Campania per la scelta di rappresentare due episodi della vita di Abramo e uno con Sansone, temi veterotestamentari che non trovavano solitamente posto all’ingresso delle chiese campane. Anche gli archivolti di Alife, sia quello in situ sia quello conservato nel museo della Duke University negli Stati Uniti, restano isolati da un punto di vista iconografico nell’ambiente campano e trovano i più stringenti confronti, per le aggrovigliate immagini di bestie e uomini in lotta, con le figure del celebre trumeau di Souillac. Illuminante in tal senso la situazione “eversiva” di Aversa: dal deambulatorio a cappelle radiali ai sobri capitelli aniconici fino a quelli con “bicorporati” o “siamesi”, le scelte aversane si indirizzano verso un atteggiamento di eterodossia rispetto alla tradizione italo-meridionale. Visto che per gli archivolti alifani è ipotizzata una committenza normanna di prestigio, quale quella di Rainulfo III, cognato di Ruggero II, perché non supporre anche per gli amboni di Salerno, voluti da due personaggi di primo piano della corte palermitana, e quindi per l’uomo col serpente un influsso della cultura d’oltralpe, mediato dalla presenza normanna? Sembra utile inoltre ricordare che nel chiostro di Monreale si vede sul sesto capitello del lato settentrionale un uomo morso da un serpente, stilisticamente lontano, ma culturalmente e concettualmente vicino alla figura salernitana. Bisogna poi evidenziare anche il fatto che  nelle miniature d’Exultet, realizzate in Italia meridionale tra il X e l’inizio del XII secolo e raffiguranti amboni, mentre appaiono tutti i temi ricorrenti nella decorazione di queste strutture liturgiche, quali le Storie di Giona, l’aquila, i leoni stilofori e Abyssus, l’immagine dell’uomo col serpente non compare mai, facendo quindi lecitamente pensare che essa possono essere “nata” in queste vesti con funzione di lettorino a Cava o a Salerno nella seconda metà del XII secolo, in un’area quindi di influsso culturale normanno.


RELATORE
Manuela Gianandrea
   MATERIALI-a
Relazione: Giona
Relazione: L'uomo col serpente
    MATERIALI-b
Bibliografia
         
    

HOME CENACOLI

    



 

© 2007 - 2018 Latiumadiectum
e-mail: redazione@latiumadiectum.it - direttore@latiumadiectum.it
Il portale viene aggiornato senza regolare periodicità, pertanto non rientra nella categoria dell'informazione
periodica stabilita dalla Legge n.62 del 7 marzo 2001.