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Maestri dottissimi Laziali? - Relazione

Sembra dunque che gli artisti attivi agli arredi liturgici del basso Lazio abbiano tentato una sorta di fusione tra il decorativismo figurativo campano e l’equilibrio ornamentale romano. Questo tentativo di sintesi che connota quasi tutta la zona meridionale della regione, da Gaeta a Fondi e da Terracina a Segni, porta a pensare allo sviluppo di botteghe di marmorari locali, laziali, in grado di rielaborare in modi di espressioni originali le influenze provenienti da Roma e dalla Campania. Se gli insegnamenti romani potevano essere facilmente accolti per l’appartenenza politica di gran parte del Lazio meridionale al Patrimonium Petri e per la presenza sul territorio dei Cosmati e dei Vassalletto, a Lanuvio, Segni, Cori, Anagni, Ferentino, gli stilemi campani penetrano grazie alla mediazione di alcune opere. In uno dei due decenni iniziali del Duecento viene infatti realizzato il pulpito della cattedrale di Cassino, che della diffusione di modi e tipologie della Campania nel basso Lazio può essere considerato uno degli iniziatori. Già smontato e in parte riutilizzato in un tabernacolo seicentesco, poi distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il pulpito dell’antica San Germano dichiara un’immediata dipendenza nelle parti superstiti dall’ambone minore di Salerno, a cui rinvia la tipologia, a cassa su colonne, e l’apparato decorativo scultoreo. Proprio i capitelli, desunti a livello iconografico dal pulpito Guarna, sembrano stilisticamente più vicini a quelli prodotti in area campana tra la fine del XII e il principio del XIII secolo, a Ravello, Caserta Vecchia, Capua, Sessa Aurunca, sulla spinta dell’inarrestabile successo dei pulpiti salernitani, divenuti oramai l’indiscusso modello di riferimento, più sul piano compositivo in realtà che stilistico. La penetrazione di una bottega campana in territorio laziale e in particolare nel “feudo” cassinese potrebbe quindi essere avvenuta proprio a seguito della diffusione dei moduli salernitani al principio del Duecento nelle aree geografiche limitrofe della Terra di Lavoro.


RELATORE
Manuela Gianandrea
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