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Draco ille magnus... - Relazione

Cenacoli di storia dell'arte 2007-2008
15 Marzo 2008
Alatri, Biblioteca comunale "Luigi Ceci", ore 16:30

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Francesca Romana Moretti
“Draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et Satanas”
Sconfitta di demoni e culto di santi: le più antiche pitture medievali nelle chiese di San Silvestro e di San Michele Arcangelo ad Alatri
 

La chiesa di San Silvestro, situata a sud-est della città di Alatri (località Piagge), è ricordata per la prima volta in un documento del 1220. La sua costruzione, tuttavia, è da ritenere anteriore a tale epoca per la presenza di una cripta più antica, posta sotto la zona presbiteriale, variamente datata tra il IX e il XII secolo. Essa è nuovamente citata in una bolla del 1252, con la quale papa Innocenzo IV dava ordine al Priorem Sancti Silvestri di restituire i territori usurpati al monastero di Trisulti. Ancora, alla fine del XIII secolo, l’abate di San Silvestro è ricordato tra le autorità religiose di Alatri, assieme agli abati di Santa Maria Maggiore e di Santo Stefano.
L'edificio inizialmente presentava una sola navata, terminante con una piccola abside. Agli inizi del Trecento venne chiusa, avendo subito diversi danni durante i continui assalti del conte Francesco da Ceccano. Solo nel 1331 fu riaperta al culto, dopo essere stata ampliata con l’aggiunta di una navata, posta a sinistra dell’originaria aula romanica e ad essa collegata attraverso tre monumentali arcate a sesto pieno, di cui quella più vicina all’ingresso è stata successivamente tamponata per ricavare un locale, oggi  adibito a sacrestia.
Fra il 1939 e il 1940 la struttura è stata oggetto di un restauro architettonico in seguito al quale sono state eliminate le cappelle private e la canonica, ricavate verso la fine del XVII secolo nella navata minore. In quell’occasione vennero anche rimossi dalle pareti gli stucchi e i finti marmi per recuperare quanto possibile degli affreschi, coperti da successivi scialbi. Nella stessa occasione fu demolito il campanile, moderno e fatiscente, che aveva sostituito quello medievale, risalente all’epoca dell’ampliamento della chiesa, come testimonia l’iscrizione datata al 1302, posta su una delle due campane. Nella primavera del 1944 il tetto e la facciata dell’edificio crollarono a seguito di bombardamenti aerei, arrecando purtroppo altri danni alla decorazione dipinta da poco restaurata.


RELATORE
Francesca Romana
Moretti
 
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