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Draco ille magnus... - Relazione


Vi sono poi ulteriori indizi, assieme a quelli formali, da cui si evince che tale fase pittorica avesse interamente ricoperto la primitiva costruzione ad aula unica. Infatti, sebbene non sia certo se la zona absidale (sulla quale oggi si vede una più tarda Incoronazione della Vergine e una sottostante teoria di santi), fosse stata anch'essa affrescata nel XIII secolo, di cui peraltro non rimane traccia, è però evidente come l’episodio del miracolo silvestrino, dipinto sulla paretina a destra dell’abside, condivida con le storie dell’Infanzia di Cristo la stessa tipologia di cornice dei riquadri e un analogo velario, che si estendeva pure sul muro sottostante il catino absidale e sulla parete di controfacciata.
Se dunque inizialmente la chiesa fu decorata con un ciclo di pitture unitario si potrebbe immaginare una scelta tematica che imitava la decorazione medievale della navata centrale dell’antica basilica vaticana di San Pietro, ovvero riproponente la contrapposizione tra scene tratte dal Vecchio Testamento sulla parete sinistra e scene tratte dal Nuovo Testamento su quella di destra, estremamente usuale a partire dal XII secolo e per tutto il successivo nelle chiese di Roma e nei territori posti sotto la sua influenza. Ciò nondimeno, se esaminiamo nel dettaglio le storie di Cristo, dipinte sulla parete destra, ci si rende subito conto che questa soluzione è poco praticabile dato che il ciclo  dell’Infanzia inizia a metà della parete e che di esso sono stati selezionati solo alcuni episodi, ovvero l’Annunciazione e la Fuga in Egitto, intervallati da figure di santi. Di conseguenza dovevano essere previsti, a giudicare dagli spazi rimasti, almeno altri tre episodi e due serie di santi a partire dall’attacco della parete destra con la zona presbiteriale. Le prime due scene sono completamente perdute, mentre della terza rimangono solo pochi brani in cui Donò ha proposto di riconoscere una Natività di Maria. Alcuni dettagli, analizzati anche con l’aiuto di antiche riprese fotografiche, sembrerebbero infatti indicare una figura distesa su un giaciglio della quale rimane solo un braccio sollevato con il palmo della mano aperta, volta in direzione di una figura aureolata centrale. Tali dettagli, tuttavia, non escludono la possibile presenza di altri episodi similmente costruiti, come ad esempio una Benedizione di Giacobbe. Detto ciò, risulta ancora più problematico immaginare cosa fosse stato ritratto sulla parete sinistra della chiesa primitiva. A tal riguardo è comunque opportuno considerare la decorazione rimasta sulle due paretine ai lati dell’abside. In particolare, il già più volte citato episodio di san Silvestro che ammansisce il dragone potrebbe suggerire l’esistenza di un ciclo di storie dedicato al santo cui la chiesa era intitolata, che poteva  per l’appunto prendere avvio sulla parete sinistra.  


RELATORE
Francesca Romana
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