Un locale, denominato impropriamente “cripta”, si trova ad Alatri dietro la parete dell’altare della chiesa di San Michele. L’ambiente, attualmente fungente da sacrestia, è lungo circa quattro metri, largo un metro e mezzo e alto due, ed è voltato a botte. La struttura, realizzata con blocchi di pietra, è impostata sul rilievo della roccia naturale che emerge in più punti sopra il livello del piano di calpestio. È stato ipotizzato che in origine si trattasse di una cisterna di età romana, per la presenza di una canaletta che sbocca nella parte alta della volta, costruita a ridosso del fianco nord-orientale dell’acropoli. L’ambiente doveva essere di dimensioni maggiori delle attuali, dato che la parete orientale è frutto di un moderno rifacimento murario. Anche la porta che consente oggi l’accesso al locale, posta sul muro absidale a sinistra dell’altare, è stata aperta posteriormente, infatti il passaggio è qui reso poco agevole dalla roccia affiorante sopra il livello di calpestio. È probabile, dunque, che inizialmente si accedesse alla “cripta” tramite un’arcata, praticata al centro di questa stessa parete ed ora murata. In questo ambiente si conservano alcuni affreschi sulla parete di fondo, esposta a nord, e sulla volta. È tuttavia probabile che inizialmente la decorazione fosse più estesa, come lasciano immaginare tracce di pittura presenti anche sulla parete meridionale e in corrispondenza dell’intradosso dell’arco a tutto sesto, attualmente murato. Sulla parete nord sono presenti due intonaci dipinti sovrapposti. Sullo strato pittorico più antico, percorso in basso da una zoccolatura con un velarium a motivi gigliati rossi e blu e un gallone giallo-oro nel bordo, è raffigurato un pannello comprendente due scene agiografiche, una di identificazione incerta e l’altra raffigurante un Martirio di san Lorenzo. Lo strato successivo, raffigurante una Vergine orante tra due santi, si sovrappone al primo in corrispondenza della zona centrale della scena del martirio. |