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15 Marzo 2008: VII Cenacolo di storia dell'arte

15 Marzo 2008

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VII Cenacolo di storia dell'arte
Alatri, Biblioteca comunale "Luigi Ceci
 


Sabato 15 marzo si è chiusa la prima edizione dei “Cenacoli di storia dell’arte” dell’Associazione Latium adiectum. Presso la Biblioteca comunale di Alatri (FR), la dott.ssa Francesca Romana Moretti ha tenuto l’ultimo intervento in programma, dal titolo “Draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et Satanas. Sconfitta di demoni e culto di santi: le più antiche pitture medievali nelle chiese di San Silvestro e di San Michele Arcangelo ad Alatri”. La Moretti, ricercatrice presso il Dipartimento di Filologia e Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cassino, ha presentato i primi risultati di uno studio ancora in corso, intrapreso nell’ambito del progetto di ricerca e redazione del "Corpus della pittura medievale nel Lazio meridionale: il territorio settentrionale e costiero". Analizzando le pitture più antiche delle chiese alatrensi di S.Silvestro e S.Michele Arcangelo, ha sottolineato l’affinità di ruolo dei due santi titolari, in qualità di paladini cristiani contro il demonio. 
Una delle scene affrescate nella chiesa di San Silvestro, di cui la prima notizia risale al 1220, raffigura infatti il “Miracolo di san Silvestro e il drago”. L’episodio, alludente al ruolo del pontefice come difensore del popolo cristiano dalle insidie del demonio, è tratto dagli Acta Silvestri in cui si narra di come il papa rese innocuo un dragone rintanatosi in una grotta sotto l’antico foro di Roma, da cui appestava gli abitanti del luogo. La vicenda ha un evidente parallelismo con la vittoria apocalittica dell’arcangelo Michele sul drago (Ap. 12,7-9), simbolo del male per antonomasia e di un paganesimo ormai definitivamente sconfitto. All’arcangelo è dedicata ad Alatri una chiesa eretta nel punto in cui si trovava già un nucleo rupestre di età romana, denominato impropriamente ‘cripta’, consacrato in epoca cristiana al culto micaelico e poi inglobato nel più tardo corpo basilicale (prima metà del XIII secolo), che ha mantenuto la medesima intitolazione. Non sopravvivono scene pittoriche dedicate all’arcangelo ma l’intitolazione resta comunque un dato importante. Le pitture superstiti, probabilmente afferenti a due diverse fasi, rappresentano il “Martirio di S.Lorenzo” e una figura femminile orante aureolata (presumibilmente la Madonna) tra due santi. All’intervento della relatrice, tenuto al cospetto di un numeroso e attento pubblico, è seguito il dibattito, da cui sono scaturiti interessanti spunti di riflessione che certamente apporteranno un valido contributo alla ricerca in corso.


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