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LA STORIA
Il Museo del Tesoro della cattedrale di Anagni nacque ufficialmente nel 1975 ma i prodromi di tale istituzione vanno ricercati nell’ultimo trentennio del XIX secolo.
Nel febbraio del 1870, su richiesta del Pontificio ministero del commercio e dei lavori pubblici, i paramenti custoditi nella cattedrale di Anagni furono inviati a Roma per essere esposti alla mostra delle opere d’arte del culto cattolico, inaugurata da papa Pio IX nella certosa di piazza Termini, cioè il complesso di Santa Maria degli Angeli. Fu allora che il Capitolo della cattedrale di Anagni, spendendo la cifra a quel tempo considerevole di 1500 lire, fece realizzare dei grandi contenitori in cristallo ove ricoverare – al loro ritorno dalla mostra – i preziosi paramenti, fino a quel momento tenuti ben piegati entro un armadio e mostrati ai turisti – ancora rari – facendoli indossare al sacrestano. Di tale armadio, chiuso nella cappella del Salvatore, solo il canonico sacrista aveva le chiavi.

Nel 1882 si fece un primo tentativo di allestimento della collezione di paramenti liturgici e oreficerie nei locali della sacrestia della chiesa.
Il successo della grande mostra romana del 1950 dedicata a Bonifacio VIII e al giubileo da lui indetto, in occasione della quale, per la prima volta, l’intera raccolta del Tesoro di Anagni fu esposta fuori sede, probabilmente fornì l’input decisivo al progetto di un riallestimento della stessa nella sua sede storica.
Le precarie condizioni di molti degli oggetti esposti, in particolare i paramenti liturgici, ne determinarono un temporaneo (dal 1962 al 1965 circa) esodo allo scopo di restaurarli. Alcuni di questi oggetti ritornarono in sede nel 1965, altri invece – tra cui i paramenti bonifaciani – rimasero in custodia nei depositi della soprintendenza, in attesa di studiare una sistemazione più consona soprattutto in funzione delle esigenze conservative.




 

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