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Terroristi del patrimonio: una storia senza fine!


Continuamente, in qualche parte del nostro Paese, vengono trafugate opere d’arte, reperti archeologici, testimonianze del passato più remoto. Figuriamoci se può scandalizzare il vergognoso oltraggio subito, nelle scorse settimane (precisamente l’ultima settimana di aprile), dai ruderi della chiesa di San Giovanni in Silvamatrice, nelle verdeggianti campagne del comune di Villa Santo Stefano, nella vallata del fiume Amaseno, in provincia di Frosinone. Sono stati asportati a picconate numerosi elementi lapidei e reperti archeologici, risalenti a diversi momenti della secolare esistenza della chiesa. Verranno descritti a mano a mano che li incontreremo nel corso di questo resoconto, che vuole essere, più di ogni altra cosa, un omaggio al sito di San Giovanni in Silvamatrice (Foto 1-2).
Un monumento che i più non avranno mai sentito nemmeno nominare, pur trattandosi della più antica testimonianza della fede cristiana nella vallata. Lasciato andare in abbandono dai suoi proprietari, attorno al secondo decennio del XX secolo e dal quel momento diventato molto spesso vittima della vanga e del piccone dei tombaroli.
Non sapremo mai che cosa abbiamo perso per sempre. Di alcuni reperti ci rimangono vecchie fotografie in bianco e nero. Ultime memorie di manufatti di epoche passate, che mostravano le speranze, i sentimenti di fede, di genti da cui, bene o male, in qualche modo discendiamo. 


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