Home
Terroristi del patrimonio: una storia senza fine!


In principio ci fu un sito che, probabilmente per le peculiarità morfologiche, venne ritenuto sacro. Vi intuivano la presenza di entità, di spiriti. Un genius loci certamente vi abitava. La Natura, la Grande Madre, in tutta la sua possanza, faceva sentire la propria voce. Attraverso fenditure del terreno, pozzi, abissi, rimbombava in superficie il formidabile fiume carsico che ancora oggi scorre sotto i ruderi, per poi sfociare, più a valle, in grandi vasconi di pietra. Attualmente abbeveratoi per il bestiame, ma “… usate nel passato per la lustrazione di uomini ed animali” (1).
Sino alla fine degli anni ’70, si poteva vedere una “grande pietra sacrificale con una scanalatura longitudinale per lo scorrimento del sangue degli animali sacrificati alle divinità. Tale pietra fu dai costruttori della chiesa inserita nelle mura ed oggi è caduta a causa del crollo di alcuni muri interni” (2). La pietra è scomparsa, inghiottita nella nera voragine del traffico di reperti. Ci resta una fotografia scattata nel 1977 che pubblichiamo grazie alla disponibilità dell’autore, il fotografo Enzo Iorio e del sito www.villasantostefano.com (Foto 3).
La presenza della “pietra sacrificale” e dei grandi blocchi di tufo, posti lungo il lato sinistro della chiesa, e le due mezze colonnine in marmo, sembrano attestare la presenza di un antichissimo edificio di culto. Queste ultime si trovavano presso l’altare maggiore e, seppure a distanza di mezzo secolo, hanno seguito il suo medesimo destino. L’altare venne trafugato negli anni ’60, le colonnine sono tra i reperti rubati a fine aprile (Foto 4)


3 4



 

© 2007 - 2018 Latiumadiectum
e-mail: redazione@latiumadiectum.it - direttore@latiumadiectum.it
Il portale viene aggiornato senza regolare periodicità, pertanto non rientra nella categoria dell'informazione
periodica stabilita dalla Legge n.62 del 7 marzo 2001.