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Terroristi del patrimonio: una storia senza fine!


La presenza di numerose croci “amalfitane”, ovvero a “coda di rondine”, ancora visibili sugli stipiti del Portale Maggiore (Foto 7) e sui conci in peperino della facciata (Foto 8), hanno fatto ipotizzare che la chiesa di San Giovanni sia appartenuta all’Ordine Ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme, o “Cavalieri Giovanniti”, poi “Cavalieri di Rodi” e in fine “di Malta”. “Sorto in Terrasanta, qualche anno prima di quello dei Templari, secondo la tradizione ad opera di Fra’ Gerardo da Sasso, ma, più probabilmente, grazie ad alcuni mercanti amalfitani. Una loro confraternita assistenziale è attestata a Gerusalemme già nel 1070. La “Regola” venne approvata nel 1123 da Papa Callisto” (8).
Un’altra croce “amalfitana” scolpita sull’architrave di una porta interna della chiesa, si nota in una fotografia in bianco e nero scattata da Arthur Iorio negli anni ’50 (Foto 9). La foto è importante in specie per un altro motivo; è l’unica immagine esistente della cosiddetta “Lapide Boccanappi”. Reperto davvero interessante, principalmente dal punto di vista epigrafico ma, sventuratamente, anch’esso scomparso. Lo stesso Arthur Iorio spiega “che era ancora sull’architrave nel 1960” ed ”è stata rimossa ed asportata da ignoti” (9). Si tratta di un’epigrafe con testo in latino, che attesta la costruzione e donazione, nel 1439, della cappella, in stile gotico, annessa alla chiesa, da parte di un certo Boccanappi e della moglie Iacobella.
“CAPPELAM ISTAM FIERI FECIT PETRUS BOCCANAPPI CUUM IACOBELLA USSORI SUA PRO DEO ET AD HONOREM BEATI IOANNI BATTISTE AC ANIMARUM EORUM ET MORTUORUM EPORUM. QUI REQUIESCANT IN PACE AMEN. SUB ANNO DOMINI MCCCCXXXVIIII S/ECUND/A INDICTIONE NIC/O/LAUS AND/R/E ET NIC/O/LAUS DO/N/A/T/I FE/CE/RUNT O/PERA/. CHRISTE BENEDICATUR AMEN”.
"Questa cappella venne fatta costruire da Pietro Boccanappi unitamente alla moglie Iacobella dedicata alla gloria di Dio ed in onore del beato Giovanni Battista per la salute delle anime loro e di quelle dei parenti morti, che riposino in pace. Amen. Nell’Anno del Signore 1439, indizione seconda. Nicola di Andrea e Nicola di Donato fecero l’opera. Che sia benedetto Cristo. Amen” (10). 


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