Home
Terroristi del patrimonio: una storia senza fine!


La chiesa era, inoltre, arricchita anche da sculture, decorazioni e simbologie, incise sui blocchi di peperino e di tufo. Una fotografia degli anni ’70, sembra mostrare una testina zoomorfa sull’altare della cappella gotica (Foto 13). Visitatori dei decenni trascorsi parlano di fregi a forma di spirale, di acquasantiere scavate con mirabile arte in blocchi di pietra. Nulla di tutto ciò è sopravvissuto. Tranne, almeno sino a qualche settimana fa, un concio di tufo, quasi cubico, di circa 50X50X40 cm, con sopra inciso un piuttosto consunto simbolo della “Triplice Cinta” (Foto 14). Ormai rimane soltanto la “palmetta” sul portale minore (Foto 15), che secondo il Cristofanilli, che evidentemente fa un po’ di confusione tra i due “Giovanni”, trattasi di un “richiamo evidente al martirio di San Giovanni nell’isola di Patmos” (18).
E’ più probabile, invece, che si tratti di una semplice e convenzionale decorazione, piuttosto frequente negli intradossi dei portali. Priva, quindi, di alcun particolare significato simbolico.
Oltre alla “Triplice Cinta”, per i cui significati rimandiamo ad altre trattazioni, è stato segnalato, profondamente scolpito su un concio alla base della facciata del XII secolo, un triangolo equilatero. Segno di riconoscimento di qualche corporazione di scalpellini oppure richiamo alla simbologia della Trinità? Un altro enigma che, probabilmente, San Giovanni in Silvamatrice non svelerà mai. 


13 14 15



 

© 2007 - 2018 Latiumadiectum
e-mail: redazione@latiumadiectum.it - direttore@latiumadiectum.it
Il portale viene aggiornato senza regolare periodicità, pertanto non rientra nella categoria dell'informazione
periodica stabilita dalla Legge n.62 del 7 marzo 2001.