Home
CONTENITORE

Durante l’episcopato di Pandolfo (1237-1257) furono costruiti il sistema di paraste e semi-colonne in facciata, in funzione di un portico presumibilmente mai compiuto, il portico ammorsato al fianco sud-occidentale della cattedrale, le volte a crociera costolonate del presbiterio, gli archi traversi della navata con conseguente adattamento del sistema portante. Nel 1263 Pietro Vassalletto completò l’arredo liturgico realizzando la cattedra (fig. 6) e il candelabro pasquale.
Nell’ultimo decennio del XIII secolo fu costruita la cappella Caetani sul fianco sud-occidentale. 
Nel XV secolo, volte a crociera sostituirono la precedente copertura lignea delle navate laterali.
La cappella del Salvatore fu verosimilmente costruita nel XIII secolo insieme agli ambienti progressivamente aggiunti sul fianco nord-orientale della cattedrale: il cripto-portico, il chiostro, la canonica. Vi si accede sia dal presbiterio sia dal vano gravitante sul chiostro e oggi parte integrante del Museo lapidario (fig. 7).
Essa si presenta come un piccolo vano rettangolare, lungo 11 m e largo 4 m, con abside pensile aggettante sul lato settentrionale del cripto-portico, in corrispondenza di quello che doveva essere anticamente l’accesso dei canonici allo stesso (fig. 8). 
Due semi-pilastri a sezione circolare (fig. 9) sorreggono un arco traverso che divide il vano in due campate, voltate con crociere lisce impostate su piccoli pilastri angolari a sezione rettangolare.
Dalla fenditura visibile sul pavimento (fig. 10), sul lato sud-occidentale della campata d’ingresso si deduce che il piano di calpestio, in origine più basso, fu in un secondo momento rialzato. La presenza di affreschi, visibili nella suddetta fenditura fino al livello d’imposta del primitivo piano pavimentale, lascia sospettare che la cappella sia stata costruita reimpiegando un antico corpo di fabbrica, probabilmente anch’esso utilizzato come cappella privata del vescovo.
Le fonti sembrerebbero supportare, infatti, l’esistenza di una cappella costruita e consacrata da Pietro da Salerno2.
Gli unici elementi di scultura architettonica attualmente ravvisabili sono i capitelli a crochets dei due pilastri a sostegno dell’arco traverso (fig. 11).

6
7
8
9
10
11

______________

2 Lezionario anagnino, redatto nella seconda metà del XII secolo, riferito in A. DE MAGISTRIS, Istoria della città e S. basilica di Anagni, Roma 1749,
p. 64: «In honorem propterea Salvatoris set B. Benedicti, post Palatium cappellam constiuit, et propria manu consecravit». Si ritiene che la cappella consacrata da Pietro da Salerno sia stata realizzata reimpiegando una cella afferente all’antica canonica del IX secolo. La porta tamponata, visibile sul lato sud-occidentale della cappella, immetteva su una scala che dava accesso diretto alla chiesa.




 

© 2007 - 2018 Latiumadiectum
e-mail: redazione@latiumadiectum.it - direttore@latiumadiectum.it
Il portale viene aggiornato senza regolare periodicità, pertanto non rientra nella categoria dell'informazione
periodica stabilita dalla Legge n.62 del 7 marzo 2001.