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Fossanova ieri e oggi


 Fossanova oggi: il borgo

Fossanova accoglie turisti, visitatori e pellegrini in un’atmosfera magica, quasi surreale; appena varcato l’ingresso al piccolo borgo ci si trova immersi in uno scenario d’altri tempi, incorniciato dalle maestose architetture che si impongono con le loro forme gotico-cistercensi esaltate dal candore della pietra calcarea di questi luoghi. E’ un tuffo nel Medioevo reso ancora più attraente da quella quotidianità di vita che oggi serpeggia in ogni angolo del monastero.
La chiesa, insieme al complesso più propriamente monastico, rivive le sue funzioni spirituali; gli antichi edifici che le fanno da contorno, riplasmati con rispetto e discrezione in chiave moderna, ospitano strutture ricettive: abitazioni, ristoranti, bar, botteghe e un piccolo albergo che offrono momenti di ristoro e relax. Non mancano luoghi di cultura: l’Infermeria dei Conversi è ora un Auditorium per concerti, convegni ed eventi e la Foresteria per i Pellegrini ospita un Museo Medievale che racconta importanti pagine di storia del medieovo di questo territorio.
Questa trasformazione della cittadella monastica in un borgo vivace e vitale è stata lunga e travagliata.
Il monastero, dopo un periodo di grande splendore economico, politico e spirituale, durato per tutto il XIII secolo, cominciò il suo lento, inarrestabile declino e già intorno alla metà del Trecento era abitato solo da “due o tre vecchi monaci”.
Il papato tentò di rivitalizzare Fossanova in vario modo ma, nel 1809, arrivò il colpo di grazia con l’occupazione dello Stato Pontificio da parte delle truppe napoleoniche: il monastero fu soppresso e, dopo pochi anni, messo all’asta e venduto a privati. Cominciò così una serie di passaggi di proprietà che trasformarono il complesso in un borgo rurale con stalle, magazzini, abitazioni e persino la chiesa divenne un ricovero per le bufale. 
Nel 1873, cancellato lo Stato Pontificio, il monastero di Fossanova fu abolito ma subito dopo, nel 1874, lo Stato Italiano lo dichiarò “monumento nazionale” e lo affidò, avviati i necessari lavori di restauro, ai Certosini di Trisulti.
La conseguenza di queste altalenanti vicende fu la netta separazione tra il settore religioso del monastero - la chiesa con il chiostro e tutti gli edifici ad esso connessi - e il resto delle originarie strutture dell’antico complesso cistercense. Queste, definitivamente sottratte alla giurisdizione religiosa, vennero a costituire il nucleo del borgo, con abitazioni e edifici per attività produttive, gestite dai diversi proprietari che, a partire dal 1877, si sono susseguiti fino ad oggi: i Principi Borghese e la Famiglia Di Stefano.
Anche l’Abbazia ha vissuto nel XX secolo un’alternanza nella guida spirituale.
Ai Certosini sono subentrati i Guanelliani e infine i Frati Minori Conventuali che sono ancora alla guida dell’attività pastorale della chiesa, divenuta parrocchia nel 1950.  


La mostra:
il progetto, gli strumenti

     Margherita Cancellieri
Fossanova ieri e oggi
 
      Giovanni Maria De Rossi
Rivivere il monastero
             

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