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13 Lugio 2008: Il sarcofago paleocristianondi Boville Ernica

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Elisa Canetri
Il sarcofago paleocristiano di Boville Ernica
13 Luglio 2008, ore 11
Boville Ernica (FR), Palazzo comunale, Sala consiliare

 

Domenica 13 luglio, alle ore 11, presso la Sala consiliare del Comune di Boville Ernica (FR), la dottoressa Elisa Canetri, archeologa  specialista di scultura funeraria paleocristiana, terrà una conferenza in occasione della quale esporrà i risultati dello studio da lei condotto sul sarcofago paleocristiano attualmente custodito nella chiesa di San Pietro Ispano, reperto archeologico di particolare importanza nel quadro generale degli studi sull'arte funeraria paleocristiana, che si caratterizza per alcuni elementi iconografico-iconologici estremamente originali.
La conferenza rientra nel contesto delle iniziative programmate in occasione della VII edizione della manifestazione "Boville Etnica".

Il sarcofago paleocristiano di Boville Ernica è un unicum nell’ambito storico, artistico e religioso della provincia di Frosinone e, più in generale, del Lazio Meridionale, sia come esempio di scultura funeraria paleocristiana sia come monumento tardoantico.
Pur appartenendo alla ricca e varia produzione romana, l'esemplare bovillense presenta elementi iconografici e formali di un certo pregio e aspetti del tutto peculiari, osservabili in pochi altri esemplari.
Dopo attenti studi si è potuta indicare una datazione del monumento nell’ambito di una fascia cronologica tra il 330/337 ed il 350 d. C.
Si tratta di un sarcofago di marmo bianco con cassa rettangolare, chiusa da un coperchio a lastra, caratterizzato da una sorta di appendice verticale frontale, chiamata “attico” o “alzatina”.
Sulla fronte di cassa è scolpito un cancello con battenti a grata – provvisti di rotelle di scorrimento e serratura – e con pilastrini laterali: un motivo decorativo molto raro, specialmente nella posizione e nella composizione generale.
L’alzatina del coperchio presenta immagini tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento. Nel settore sinistro la scena dei tre fanciulli ebrei, condannati dal sovrano babilonese Nabuccodonosor ad essere arsi vivi nella fornace a causa del loro rifiuto di adorare un idolo d’oro e tuttavia rimasti illesi. Al centro una tabella, sorretta da geni alati, ma senza iscrizione. Nel settore destro il “presepe”, nel momento compreso tra la Natività di Gesù e la sua Epifania, con i pastori e i re Magi in procinto di compiere l’Adorazione del Bambino: una misteriosa figura femminile seduta a terra tra Gesù e la Madonna rende ancora più suggestiva la scena e fa discutere gli studiosi per la sua identificazione.
Il sarcofago bovillense in ogni sua parte – dal cancello scolpito sulla fronte alle sacre rappresentazioni dell’attico – esalta l’idea cristiana di salvezza, che trova espressione e compimento nella nascita del Redentore: grazie alla fede e al conforto di una simile sepoltura lo sconosciuto ma privilegiato defunto sepolto nel sarcofago poteva ben sperare che la vita continuasse oltre la morte. 

 
 

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