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Fabrateria Nova: Chiusura della campagna di scavo 2008

FABRATERIA NOVA: CHIUSURA DELLA CAMPAGNA DI SCAVO 2008
26 Luglio 2008: presentati i nuovi risultati
 
di
Maria Giudici


Il 26 luglio si è conclusa la seconda campagna di scavo del sito archeologico di Fabrateria Nova, presso San Giovanni Incarico, in provincia di Frosinone. Le ricerche furono avviate nel 2007 grazie ad una collaborazione fra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, rappresentata dal dott. Alessandro Betori, l’Università di Cassino, l’Università del Salento, l’Istituto Archeologico Germanico, il Museo di Aquino ed il comune di San Giovanni Incarico che, come lo scorso anno, ha fornito il supporto logistico ai quattro teams. Già lo scorso 30 maggio, in occasione della presentazione dei risultati della campagna di scavo del 2007, la dott.ssa Marina Sapelli Ragni, Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, aveva evidenziato quanto lo studio dell’antica città romana apparisse rinnovato rispetto agli anni precedenti, per le metodologie applicate nella ricerca e per l’armonia tra le parti coinvolte (proprietari, autorità, studiosi etc.). Proprio queste circostanze hanno creato delle condizioni di lavoro invidiabili per i gruppi che vi hanno operato.

Le ricerche sono volte alla conoscenza del sito archeologico di Fabrateria Nova, città fondata all’indomani della distruzione di Fregellae nel 124 a.C. all’interno della località denominata significativamente “La Civita”, tra gli abitati di Isoletta e San Giovanni Incarico ed in prossimità di un’ansa del fiume Liri. Attualmente la zona si presenta come un’ampia penisola che si protende verso il lago, creato artificialmente agli inizi del secolo scorso.
Le scarse notizie desumibili dalle fonti – che citano molto poco questa città, municipium romano retto da duoviri – sono state causa di un acceso dibattito circa la precisa identificazione e localizzazione del sito, che divenne oggetto di ricognizioni già nel XVIII secolo ad opera del Cayro. Negli anni ’70 del secolo scorso, Angelo Nicosia, Direttore scientifico del Museo di Aquino, condusse nuove ricerche. Negli anni ’80, l’area fu interessata da alcuni scavi della Soprintendenza Archeologica per il Lazio, che misero in luce le fondamenta di un piccolo anfiteatro, attualmente in stato di forte degrado, ed un tratto di via basolata.
Le ricognizioni e le prospezioni geofisiche che hanno preceduto le recenti campagne, del 2007 e del 2008, hanno individuato quattro aree di scavo, sovrintese dagli enti sopra menzionati: il criptoportico (Università di Cassino), la nuova area con il cosiddetto “tempio”( Museo di Aquino),  la grande piazza porticata  (Istituto Archeologico Germanico), le terme (Università di Lecce).




 

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