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Fabrateria Nova: Chiusura della campagna di scavo 2008

L'AREA DEL TEMPIO
Il saggio denominato “E” rappresenta una novità rispetto ai lavori condotti a Fabrateria Nova lo scorso anno. Già Cayro e Nicosia individuarono, di fronte al criptoportico e malgrado i fitti rovi, una serie di strutture murarie di difficile identificazione. I primi interventi della campagna 2008 sono stati finalizzati pertanto alla pulizia della zona dalla vegetazione. Il taglio dei rovi ha rivelato meglio una macera costituita prevalentemente da materiale di reimpiego: marmi, blocchi di travertino, frammenti architettonici. Si trattava evidentemente di materiali di spoliazione provenienti da un vicino monumento che ha incuriosito gli studiosi (fig. 6). Con il procedere dei lavori, è stata identificata, nelle adiacenze, una costruzione. Si tratta del podio rialzato di un tempio, avente orientamento nord-sud, il quale poggia su ampi blocchi in travertino di cui è stato rilevato un angolo (figg. 7-9). All’interno della struttura sono stati rinvenuti molti materiali di età romana, murature, tessere di mosaico e monete del III secolo d.C. Il dott. Nicosia e la dott.ssa Elisa Canetri hanno avanzato l’ipotesi che il podio fosse stato riutilizzato in età medievale, come si può dedurre dalla presenza di un forno per derrate alimentari di cui rimangono la piattaforma di cottura, parte della calotta e tracce di cenere (fig. 10). Nella zona, le fonti documentano l’esistenza di una chiesa intitolata a San Pietro, di proprietà benedettina ma con preposto laico. Le tracce di questa scompaiono nel 1590, forse in concomitanza con l’abbandono della zona.
Per la prossima campagna di scavi, gli studiosi si sono prefissati di indagare meglio la costruzione, individuando le fasi di vita e ampliando il raggio di scavo. 


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