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Villamagna: risultati della campagna di scavo 2008

L’AREA DELLA CORTE DEL CASALE
Lo scavo della zona del casale effettuato sotto la guida prima del dottor Marco Maiuro e poi del dottor Andrea De Miceli (fig. 1), quest’anno mirava al completamento della pianta della struttura in cui si inserisce il complesso della cella vinaria e la sala banchetto portati in luce nel 2007, la cui ricostruzione proposta l’anno scorso si trova modificata dalle scoperte della campagna di scavo 2008. La mancanza di una fondazione continua rende impossibile la copertura completa della stanza ad emiciclo. Dunque  si propone una ricostruzione ad esedra con un colonnato al suo interno (figg. 2-3). Presumibilmente la cella vinaria era coperta per proteggere il mosto dalla luce e dalle piogge. Purtroppo la rasatura del pavimento e la spoliazione di tutte le strutture ha reso impossibile la conferma della nostra ipotesi. L’obiettivo, quest’anno, era di trovare le tracce delle attrezzature per la lavorazione del vino. Accanto alla grande sala è stata messa in luce una stanza, le cui dimensioni e la cui posizione rispetto alla cella vinaria potevano far pensare in questa zona all’esistenza di un torcular (figg. 4-6). Il torcular (torchio o frantoio) era un macchinario che serviva alla spremitura dell’uva, costituito da un grosso trave lavorato, tenuto in due punti da due perni che giravano con moti circolari, al centro una grossa pressa; al di sotto, un tino nel quale veniva messa l’uva insieme a canali di vimini che servivano a schiacciarla tramite dei macchinari a vite per poi estrarne il succo che finiva nella cella vinaria. Per cercare gli elementi del torcular (alberi, ara, vasca e contrappeso) che seppur non più esistenti dovrebbero lasciar tracce in negativo nel terreno, si è scesi oltre la fossa di spoliazione secondaria, ma la situazione deve essere ancora valutata; per ora mancano dati certi per affermare che si tratta della stanza del torcular. Il giovane Marco Aurelio, nella corrispondenza epistolare, al suo precettore Frontone soleva raccontare le giornate trascorse a vendemmiare e la cena nella sala del torcular, dove poteva sentire gli scherzi degli schiavi che calpestavano l’uva. La scena descritta sembra essere ben rappresentata in un mosaico rinvenuto sul Colle Oppio a Roma.
Lo scavo ha interessato l’angolo N-O del cortile dell’area del casale, in cui sono emerse due grandi stanze: di queste, una parzialmente coperta da un albero può essere interpretata come un atrio, con impluvium, cioè il bacino che si trovava al centro e che raccoglieva l’acqua piovana, immettendola in una serie di cisterne attraverso un canale (fig. 6x). Accanto alla scala imperiale è stata trovata un’altra esedra, pavimentata da mosaico con rivestimento parietale in intonaco che riproduceva “a fresco” pannelli di finto marmo: cipollino, giallo-antico e porfido. Un altro gruppo di intonaci proviene da un soffitto, presumibilmente appartenente alla stessa esedra. Un saggio fuori dal casale, mirato alla definizione dei limiti della struttura, ha rivelato un grande crollo di intonaci dipinti: si tratta di motivi figurati su pannelli a fondo bianco, di cui sono stati mostrati alcuni frammenti. Per quanto riguarda i materiali rinvenuti in questa campagna di scavo, oltre alla grande quantità di ceramica sigillata, un posto di rilievo occupano la testa di un imperatore tardo-antica e la testa di un satiro (provenienti dai saggi dell’area del casale). Queste sculture saranno restaurate, studiate ed allestite presso il Museo Archeologico Comunale di Frosinone.


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