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Villamagna: risultati della campagna di scavo 2008

L’AREA DEL MONASTERO DI SAN PIETRO
Lo scavo dell’area del monastero comprende la zona antistante la chiesa di San Pietro in Villamagna e le strutture appartenenti alla chiesa medievale.
Le fasi d’uso dell’area sembrano grossomodo sintetizzabili come segue:
1) Metà del VI secolo circa – Costruzione della chiesa paleocristiana, con forma basilicale; davanti ad essa fu eretto, in età incerta, un nartece (vestibolo in cui catecumeni e penitenti restavano prima di essere ammessi nell’interno) i cui resti furono utilizzati in tempi successivi per la realizzazione delle sepolture (fig. 12);
2) Inizio dell’XI secolo circa – Costruzione del monastero (fig. 13);
3) XII-XIII secolo – Monumentalizzazione ed espansione del monastero, con la costruzione di una torre campanaria e di un protiro in facciata (fig. 14). A questa fase sembrerebbe appartenere anche la cisterna ricavata al centro del chiostro, sul lato settentrionale della chiesa, zona portata alla luce proprio dallo scavo di quest’anno (figg. 16-18). La necropoli davanti la chiesa ha restituito una serie di tombe, in prevalenza di maschi adulti. La dottoressa Goodson, responsabile di questa area di scavo, riferisce che il cimitero mostra una vita lunghissima: solo quest’anno sono stati rinvenuti centoventi scheletri, per un totale di trecento nel corso dei tre anni di lavoro.
4) XIV-XV secolo – Le strutture dell’ex insediamento monastico vengono reimpiegate e convertite in castrum signorile (fig. 15). Dalle fonti sappiamo che il monastero fu soppresso da Bonifacio VIII nel 1297. Le ricerche archeologiche indicano che la chiesa di San Pietro in Villamagna continuò ad esistere al centro di un castrum fortificato. Nella navata sinistra della chiesa fu ricavata, in un periodo imprecisabile, una cappella per le tombe di una famiglia signorile, i cui corredi (fibule e anelli) testimoniano un ceto sociale privilegiato. Accanto ai muri perimetrali dell’area attualmente scavata, è stata meglio evidenziata la calcara già individuata lo scorso anno, in cui venivano bruciate le pietre delle strutture in sito per produrre calce. 


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Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno permesso anche quest’anno lo studio di una così importante area archeologica in terra ciociara. Un ringraziamento particolare, inoltre, va alla Direzione dello scavo, per aver autorizzato la riproduzione delle restituzioni grafiche presentate sui pannelli didattici, supporto indispensabile alla comprensione del testo.
In attesa della riapertura del cantiere il prossimo anno, ci piace ricordare un pensiero di Marco Aurelio, il grande imperatore-filosofo: “Devi essere come il promontorio contro cui si frangono perennemente le onde…cerca di capire, prima che sia troppo tardi, che tu possiedi in te stesso qualcosa di più alto e di più divino dei semplici istinti che muovono le tue emozioni e ti fanno agitare come una marionetta!” 


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