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Carnello - C'Arte ad Arte

La necessità di legare il Premio alla specificità di un tema, che nel panorama delle esposizioni di incisione, già caratterizzate da una significativa marginalità, restringe ulteriormente la rosa dei partecipanti, tema, è sembrato però fin da principio la strada da perseguire. Innanzitutto perché  riusciva a collegare l’intenzione programmatica di riscoprire e comunicare, attraverso l’arte, l’identità storica di Carnello, in cui a partire dal XVI secolo si era sviluppata una prosperosa produzione cartaria, con la necessità di reinserire poi la sua complessa stratificazione in una contestualizzazione più ampia, e poi perché offriva l’opportunità di una significativa riflessione sulla necessità di riappropriarsi consapevolmente del passato per proiettarsi nel futuro. Di quella attività produttiva, che per secoli ha offerto lavoro a molti e benessere ad alcuni, e dei segni tangibili di tutti quegli uomini, che fattivamente avevano contribuito a rendere fiorente la piccola cittadina, curiosamente divisa tra tre differenti Comuni della Media Valle del Liri, non rimangono che opifici, centrali idroelettriche e tracciati ferroviari in disuso, disseminati lungo le sponde di due fiumi, il Liri appunto e il Fibreno a costituire uno dei più interessanti siti di archeologia industriale.
Per questa V edizione l’apposita commissione, composta da Salvatore Lovaglio, Loredana Rea, Marco D’Emilia, Guido Pecci, Luisa Colella e Elena Sevi, ha selezionato trenta artisti: Marco Andrighetto, Tommaso Bet, Michela Cassa, Domenico Carella, Angela Corti, Matgorzata Filarska, Elsa Florio, Mirko Gabellone, Alicja Habisiak Matczak, Matgorzata Kledzik, Anna Lewicka, Federica Limongelli, Veronica Longo, Stefano Luciano, Daniele Matteucci, Giacomo Miracola, Maria Chiara Montagna, Miriam Possevini, Francesco Porcelli, Elisabetta Tomboletti, Veronica Palermino, Narae Shin, Salvatore Russo, Mariangela Teneriello, Annarita Testa, Vincenzo Todaro, Beata Urbanska, Loredana Francesca Vairo, Ana Vedova, Alessia Zolfo, tutti di età inferiore ai 40 anni come previsto dal regolamento. Tra questi a Vincenzo Todaro è stato attribuito il I premio, a Elsa Florio il II premio e a Tommaso Bet il III premio, mentre i lavori di Maria Chiara Montagna, Miriam Possevini e Beata Urbanska hanno ricevuto una menzione.
La mostra, pur nella sua assoluta specificità, offre quindi non solo come momento di confronto sulle pluralità progettuali e le molteplicità dei risultati, originati dai differenti presupposti e indirizzi metodologici proposti dalla ricerca contemporanea, quanto piuttosto come momento di verifica dell’importanza dei linguaggi legati alla grafica presso le generazioni più giovani. Attraverso questi artisti, scelti per costruire una mappatura, sia pure incompleta, delle diversità di orientamenti, che costituiscono il tessuto vitale della ricerca contemporanea, è possibile ipotizzare, riducendo al minimo il margine di errore, da una parte verso quali orizzonti si indirizzino i fermenti creativi, le pratiche progettuali, gli impulsi sperimentali degli anni a venire, dall’altra il ruolo della sperimentazione legato alle tecniche dell’incisione.
Accanto alle opere dei giovani selezionati è allestita una personale di Salvatore Lovaglio, presidente della giuria e incisore di grande personalità, che presenta una serie di lavori, tutti realizzati in grandi formati, con l’acquatinta, l’acquaforte e il carborundum, a ricreare l’emozione di riscoprirsi parte della natura.
La mostra rimarrà aperta fino al 2 novembre secondo il seguente orario: tutti i giorni dalle 9:30-13 e  16-19:30.
Per informazioni:  333/6315590 - 338/1936205
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Loredana Rea
ANDANDO CONTROCORRENTE… 



 

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