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Maria Romana Picuti, Museo dell'abbazia di Casamari

Maria Romana Picuti

 Image

Museo dell'abbazia di Casamari
La raccolta archeologica

 

Casamari 2008
17x24 cm
 71 p., ill. b/n e colore

 

PRESENTAZIONI

Prof. Filippo Coarelli, Università degli Studi di Perugia

La valle del medio Liri resta una delle zone meno conosciute – storicamente e archeologicamente – del Lazio antico. Tale marginalità, che investe anche il piano turistico, appare in singolare contrasto con il ruolo, invece rilevantissimo, che essa esercitò soprattutto nel periodo medio e tardo repubblicano, dalle guerre sannitiche alla guerra sociale, quando fu tra i teatri principali delle guerre di espansione romana.
Il nuovo Museo di Casamari si inserisce con un ruolo particolare, e in un certo senso esemplare, tra le numerose iniziative analoghe della provincia di Frosinone, fornendo un esempio evidente di quanto si può fare con mezzi modesti, ma illuminati dall’intelligenza, nel campo della ristrutturazione dei vecchi antiquari e della loro riconversione in termini di didattica attuale: trasformandoli cioè in strumenti di comprensione del processo storico e strutturale antico.
L’esempio di Casamari, come si diceva, è particolarmente rilevante, non solo perché si tratta di una collezione quantitativamente e qualitativamente piuttosto significativa, ma soprattutto perché esso documenta in modo singolare la storia e la struttura di un sito di importanza cruciale per il mondo antico (e naturalmente medioevale), la cui vicenda si intreccia con l’emergere di alcune personalità eccezionali, come Gaio Mario (che vi nacque) e Cicerone.


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