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Maria Romana Picuti, Museo dell'abbazia di Casamari

Dom Silvestro Buttarazzi, Abate di Casamari

Con grande interesse e soddisfazione la Comunità monastica accoglie la pubblicazione curata dalla dottoressa Maria Romana Picuti, che tanti anni di ricerca ha dedicato allo studio della storia e dei reperti del territorio di questa zona della Ciociaria. Essa vuole essere una rivisitazione e un puntuale aggiornamento dei pregiati ed imprescindibili studi del padre Mauro Cassoni, Casamari o l’Antico “Cereate Mariano”. Breve studio archeologico-storico, Veroli 1918 e di Antonio Giannetti, Il nuovo museo archeologico dell’abbazia di Casamari (Cereatae Marianae), Casamari 1982. In questa nuova pubblicazione confluiscono anche i risultati dei lavori di scavo seguiti dalla medesima studiosa, per incarico della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, a lato della scalinata di accesso alla chiesa (2004) ed i risultati dei lavori di restauro al ponte romano curati dalla medesima Soprintendenza (2005). Inaugurato nel giugno del 1955 dall’allora abate Nivardo Buttarazzi e dal professore Giorgio Rullini della Soprintendenza alle Antichità nei locali della galleria meridionale del chiostro, il Museo era rimasto praticamente chiuso al grande pubblico dal 1983 per motivi di sicurezza volti a scongiurare il furto dei reperti dalle vetrine ormai desuete. Nel luglio del 2003, dopo un lungo ed accurato lavoro di riordino e d’inventariazione del materiale archeologico, il Museo è stato finalmente riaperto al pubblico con un nuovo percorso espositivo realizzato sotto la direzione scientifica della dottoressa Picuti, con l’allestimento dell’architetto Marco Mastroianni e con il lavoro di coordinamento di Padre Alberto Coratti.
La riapertura è stata accolta da un immediato apprezzamento e seguita con interesse dai numerosi turisti che visitano la nostra abbazia e, in modo particolare, dalle scolaresche che, alle volte, ne fanno un punto qualificante di programmate gite d’istruzione. In attesa del progettato percorso definitivo che prevede una sezione storico-artistica con l’esposizione di importanti tele e di8 un affresco prezioso con il martirio di Tommaso Becket dell’inizio del XIII secolo, convinti che ogni promozione culturale, in genere, e, soprattutto, la conoscenza della storia del proprio territorio contribuisca all’acquisizione della conoscenza della propria identità e della propria “comunità”, ringrazio la curatrice del rinnovato allestimento, che ci ha voluto gratificare anche di una illustrazione ideale per la migliore fruizione dello studio delle nostre radici storiche! 


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