Home
Vittorio Miele - Mostra antologica di dipinti


A voler seguire questa condizione astrattamente bipolare, legata alla moda ideologica del tempo, all’immagine del dolore-rivolta di Vittorio Miele non sarebbe restato: o la scelta di calare nei contenuti quel “dolore” e farlo cantare sia pure in termini cromatici, ma con il rischio di accendere i toni cerimoniali e illustrativi, con una recitazione legata al sensazionale e all’eclatante, come è avvenuto col reportage della “Battaglia di Ponte Ammiraglio” di Renato Guttuso. Oppure, per converso, la ricerca di una macerata decorazione di superficie, piatta e senza spazio, soffocata nella luce e grondante una sofferenza astrattamente ricondotta ad un uomo e ad una società fuori dal tempo, alla maniera di Zoran Music.

Ne deriva la conseguenza che, con la prima scelta, l’artista avrebbe ricalcato le orme di un realismo ideologico, legato a certe vicende del quotidiano politico di parte, ma privo di un linguaggio espressivo  aderente   ai   contenuti;  con  la  seconda avrebbe imboccato la via di un gusto neo-bizantino, fuori dalla storia e portatore di un estetismo formale piatto e secco, con una materia polverizzata, priva di vibrazione plastica e di ogni profondità spaziale, perdendo inequivocabilmente i contatti con l’anima del tempo.

Se invece guardiamo al rapporto tra la ristrutturazione dell’opera e la presa di coscienza del tempo, così come è stato operato da Vittorio Miele, all’indomani di eventi che hanno sollecitato la conflittualità dell’uomo, insieme vittima e carnefice, ci accorgiamo che l’artista è stato indotto, nel coro del conformismo imperante, ad una vera e propria deviazione stilistica, rispetto anche alla cultura locale e del contingente, avendo trovato nella forma d’arte, linguisticamente nuova, una corale oratio vultus animi. 

 Torna alla presentazione generale



 

© 2007 - 2018 Latiumadiectum
e-mail: redazione@latiumadiectum.it - direttore@latiumadiectum.it
Il portale viene aggiornato senza regolare periodicità, pertanto non rientra nella categoria dell'informazione
periodica stabilita dalla Legge n.62 del 7 marzo 2001.