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Nicola Migliozzi: Miraggi e paesaggi onirici

Nicola Migliozzi
Miraggi e Paesaggi Onirici
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12-20 Dicembre 2009
Frosinone, Casa della Cultura 

Inaugurazione sabato 12 dicembre ore 17:00 

 

Ancora una volta Nicola Migliozzi espone un mondo di immagini senza luogo e senza tempo, fissate su materia sensibile perché tangibile, pietra antichissima e dura formatasi da incandescente e fluida lava, nata dal fuoco nel cuore della terra.
Ancora una volta il “supporto”, appunto la pietra lavica, supera la propria arida definizione tecnica (che lo vede quasi in subordine rispetto all’opera creata) per diventare parte integrante del momento compositivo. Queste nuove “visioni” di Migliozzi presentano anzi un’ulteriore integrazione tra il cromatismo delle immagini, a volte scarnificate nel semplice contrasto tra la luce e l’ombra, a volte magnificate dalle sinuosità dei corpi e dalla diversa densità di colori intensi, e la superficie delle lastre in cui si è condensata nei secoli la magmatica linfa vitale della nostra Madre Terra, e che ne vengono quasi illuminate dall’interno.
Ancora una volta questa rassegna si trasforma in un’affascinante sequenza di “tavole di pietra” caratterizzate da un impasto cromatico caldo e vivido, ispessito e corrugato al tatto, e a tratti scintillante quando non abbagliante alla vista, disposto con mano esperta e sicura, che non manifesta mai incertezze o ripensamenti, a dare sostanza anche plastica a corpi quasi scolpiti a rilievo e dunque vibranti di sentimento, circondati e inglobati da multiformi “paesaggi onirici” che, lungi da costituire semplici sfondi o cornici, rappresentano invece il tessuto connettivo dei “miraggi” dell’Artista.
Ancora una volta Migliozzi ci regala un esempio di armonia ed equilibrio compositivi sapientemente applicati a rischiarare le emozioni e il significato per una comprensione immediata dei propri sogni, che egli trasfigura in personaggi e forme che ci rimandano automaticamente ad un immaginario ancestrale che ognuno di noi riconosce di volta in volta come un patrimonio comune sempre riaffiorante quando così chiaramente richiamato dal nostro più profondo subconscio. I suoi racconti sono inoltre ulteriormente enfatizzati da una traccia, a volte tuttavia evanescente quando non evanida, che, pur riquadrandoli come in una tela, in realtà non riesce mai a contenerli del tutto, venendone continuamente superata proprio a suggerire un’interazione anche fisica tra le rappresentazioni, la materia su cui sono disegnate, e noi, che possiamo goderne anche con il contatto tattile, oltre che con gli occhi della mente e del cuore.
Ancora una volta, allora, la sua opera può essere letta con un doppio registro, in modo da cogliere sia ciò che è già avvenuto (e che dunque rimarrà nella memoria, come la stessa pietra lavica) che il presente del nostro tempo, sia il mito che la storia, sia le testimonianze di un’evoluzione collettiva che le singole vicende individuali, sia le forme strutturate delle varie immagini che i segni appena accennati e progressivamente attenuati con cui Migliozzi dà vita al proprio mondo onirico.
Ancora una volta l’Artista ci mostra la sua attualità, che, solo apparentemente in contrasto con l’utilizzo di un supporto “scrittorio” offertoci/gli dai millenni già trascorsi, continuamente si percepisce nella sua etica, professionalità e pazienza, oggi così moderne perché interpretabili come una consapevole irriducibilità alle superficiali suggestioni e mode della fuggevole (proprio perché spesso non radicata nell’abitudine ad osservare il mondo con sensibilità, nella costanza del duro lavoro, nella fiducia della pratica assiduamente rinnovata, nell’antica sapienza “artigianale” derivante dallo studio e da una passione quasi nascosta con pudore ma assolutamente indomita) e perciò rapinosa contemporaneità.
                                                                                                                                        
                                                                                                                                       Dario Pietrafesa
 

La  mostra, organizzata a cura dell'Assesorato alla Cultura del Comune di Frosinone, è ospitata nella sala espositiva della Casa della Cultura (ex "Mattatoio") e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 20 dicembre dalle ore 16:00 alle 19:00, nonché nelle due domeniche del 13 e 20 dicembre e nella giornata di sabato 19 dicembre anche nella fascia oraria mattutina, dalle ore 10:00 alle 13:00.

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