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Un tè al Museo Archeologico dell’Abbazia di Casamari - II Edizione

Un tè al Museo Archeologico dell’Abbazia di Casamari
II Edizione
5-26 Giugno 2010, ore 17:00 

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Si inaugura sabato 5 giugno alle ore 17:00 la seconda edizione de “Un tè al Museo Archeologico dell’Abbazia di Casamari”, un’iniziativa ideata dall’Associazione Latium Adiectum in sinergia con i monaci cistercensi dell’abbazia di Casamari (Veroli-FR) per avvicinare in modo leggero e piacevole alla storia, all’archeologia e alla storia dell’arte un pubblico eterogeneo e non necessariamente di “addetti ai lavori”. Anticamente tempio sacro alle Muse, protettrici delle arti e delle scienze, il museo, luogo della mente e della memoria, della sapienza e della bellezza, per quattro sabati consecutivi (5-12-19-26 giugno) diventerà a Casamari una suggestiva location per tutti coloro che vorranno fare una passeggiata tra i reperti dell’antica città di Cereatae Marianae, due chiacchiere su un tema ispirato da alcune opere in esposizione e per concludere un piacevole pomeriggio culturale…tè e pasticcini!
La partecipazione è libera e gratuita.
L'appuntamento è alle ore 16:45, all'ingresso del Museo Archeologico dell'Abbazia di Casamari (Veroli-FR).

 

PROGRAMMA

Image Sabato 5 Giugno, ore 17:00
Cinzia Mastroianni, L’estetica del silenzio. Lo spirito dell’arte cistercense svelato dalle fonti storiche.

Chiunque visiti un’abbazia cistercense di età medievale non contaminata da più tarde e avulse superfetazioni, può testimoniare come la prima e più forte suggestione visiva avvertita entrando negli ambienti monastici sia dominata da un essenzialismo formale a volte tanto radicale da suscitare quasi un senso di vuoto: un’architettura semplice, lineare e minimalista; scultura e pittura ridotte allo stretto necessario; suppellettile liturgica realizzata con materiali poveri. E tutto questo mentre contemporaneamente in tutta Europa, tra XII e XIII secolo, esplodeva l’arte gotica, fatta di esasperati verticalismi, di luci e colori baluginanti da immense vetrate istoriate o da pitture murali, oreficerie costellate di preziosissime pietre, sculture proliferanti in ogni dove. Una scelta estetica decisamente controcorrente, dunque, quella operata dai “monaci bianchi”, per comprendere la quale ci aiuteremo, passeggiando tra gli ambienti dell’abbazia di Casamari, ascoltando le testimonianze di alcuni personaggi dell’epoca tramandate dalle fonti letterarie.
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