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Un tè al Museo Archeologico dell’Abbazia di Casamari - II Edizione


Image Sabato 12 Giugno, ore 17:00
Maria Giudici e Andrea Melone, La voce delle donne. Il mundus muliebris a Cereatae. 

Una parte della critica storica ritiene che la società romana abbia avuto una voce sostanzialmente maschile. I libri celebrano le gesta di grandi imperatori o valorosi generali ma quando ricordano le donne di Roma, lo fanno incensando le loro virtù, consone al “mos maiorum”, stigmatizzate in un modello matronale ideale esaltato soprattutto dalla propaganda di età augustea. Virtù consone all’ambito domestico (“domestica bona”), al ruolo di moglie e madre. La matrona doveva essere “casta, domiseda, lanifica, pudica” ma, qualora avesse desiderato arricchire il proprio fascino, avrebbe dovuto chiedere il permesso del marito per usare “gioielli d’oro e porpora a profusione”. Di contro, colei che non avesse rispettato tale “modus vivendi”, di certo avrebbe rischiato di essere ricordata per la propria “depravazione”, come si rintraccia in alcune fonti storiche. A Casamari le donne non parlano, oscurate dalla fama di grandi personaggi come Caio Mario, ma “bisbigliano” attraverso gli oggetti di uso quotidiano conservati nel museo, che raccontano qualcosa di questo silenzioso ma affascinante mondo al femminile: la maternità, la devozione religiosa, le attività domestiche, la cura della persona. A completare il quadro saranno chiamati alcuni autori classici, da cui si leggeranno interessanti e talora alquanto piccanti brani.

Image Sabato 19 Giugno, ore 17:00
Brunilde Mazzoleni, Santi e barboni: Serodine come Caravaggio.

Sulla scia delle celebrazioni in occasione dei 400 anni dalla morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1610), si vuole porre l’accento sul nutrito e vivace movimento che da lui prese le mosse: il Caravaggismo. La Pinacoteca del Museo Archeologico di Casamari conserva una preziosa tela eseguita dal pittore asconese Giovanni Serodine  “meteora tra i caravaggisti”.
“L’elemosina di San Lorenzo” (1626), ritenuto uno dei massimi capolavori del Serodine, sarà lo spunto per ripercorrere le tappe della breve ma copiosa attività dell’artista che da Ascona, città ticinese da cui proveniva, approdò nella Roma di Caravaggio. L’incontro sarà occasione per riscoprire un pittore a lungo in oblio e per godere della visione di un’emozionante capolavoro, prova della sorprendente capacità di cogliere la versione più segreta ed intima del linguaggio caravaggesco, qualità per la quale il Serodine fu unanimemente riconosciuto dalla critica come il più convincente tra i seguaci del Merisi.


Image Sabato 26 Giugno, ore 17:00
Fabio Sigismondi, Il restauro della collezione archeologica del Museo di Casamari.
L’attuale allestimento espositivo in opera presso il Museo di Casamari – e la sua direzione, nella persona della dott.ssa Maria Romana Picuti – valorizzano molto gli interventi di restauro condotti negli ultimi anni sull’intera collezione archeologica; la sinergia attivatasi tra don Alberto Coratti e la dott.ssa Sandra Gatti, funzionario di zona della Soprintendenza Archeologica del Lazio, ha restituito alla fruizione pubblica un giacimento archeologico di notevole significato ed interesse. L’attività della ARSLABOR RESTAURO di Fabio Sigismondi e Josefina Marlene Sergio – società da oltre un decennio impegnata nel campo del restauro archeologico - si è inserita nel concreto progettuale ed espositivo del contenitore museale, nell’intento di restituire segni e significati ad ognuno dei manufatti sottoposti a recupero. In questo senso, durante le operazioni condotte è stato dato ampio spazio a indagini sui materiali costitutivi e sulle tecniche di manifattura, al fine di restituire elementi anche di tipo “filologico”, certamente utili per la costruzione di un rapporto tra i reperti – di varia e articolata provenienza – e il bacino territoriale di residenza. 

 


 

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