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LA STORIA
Il Museo della media valle del Liri di Sora, ufficialmente aperto al pubblico dal 20 aprile 2005, fu istituito con delibera della giunta comunale il 22 ottobre 1979. Il progetto scientifico fu elaborato nel 2001 da Alessandra Tanzilli e solo parzialmente realizzato nel 2004. La struttura è ancora oggi una creatura in crescita. E’ in via di realizzazione l’allestimento di nuove sale, in particolare quelle dedicate al tema funerario e all’età imperiale. Nella prima saranno esposti i fregi dorici, cioè le trabeazioni e le basi di monumenti funerari con decorazioni di armi o fiori stilizzati, i cippi ‘a pigna’, cioè i segnacoli di tombe, le epigrafi funerarie. Nella seconda troveranno posto, tra gli altri reperti, un capitello corinzio composito, una testa virile e calchi di rilievi isiaci.Il museo, almeno sulla carta, nacque per iniziativa del Centro di studi sorani “Vincenzo Patriarca” nel 1979. In tale occasione furono avviate ricerche e campagne di ricognizione durante le quali vennero raccolti numerosi frammenti fittili del territorio sorano e del bacino del medio-Liri. Da quell’esperienza nacque una proposta di allestimento che non ebbe seguito, in quanto poteva contare, oltre che sui fittili suddetti – non esponibili per scarsa rappresentatività – solo sul lapidario in buona parte epigrafico raccolto nel periodo post-unitario dall’ispettore Antonio De Nino, mal conservato e in gran parte disperso negli anni. La raccolta fu notevolmente incrementata a partire dal 1999 per iniziativa di Alessandra Tanzilli, da quell’anno direttore scientifico del museo. Furono raccolti quasi tutti i reperti sparsi nel territorio comunale, provenienti da chiese, da due campagne di scavo nell’area della cattedrale di Santa Maria Assunta e da scuole. Le ragioni di tanto impegno furono l’orgoglio civico, il desiderio di evitarne ulteriori future dispersioni e soprattutto la volontà di raccogliere e ordinare materiale che potesse essere sufficientemente rappresentativo della storia della città in età romana, attraverso nuclei tematici quali: i culti ufficiali (tempio urbano eretto alla fine del IV secolo a.C. con il relativo corredo sacro) e quelli più popolari, legati a tradizioni autoctone (coroplastica votiva); la fase municipale a metà del I secolo a.C. (stele funeraria di togato e documentazione epigrafica di alcuni quattuorviri); la presenza di una massiccia compagine militare dopo le battaglie di Filippi ed Azio, alla fine del I secolo d.C. e nella prima metà del secolo seguente, che mutò l’aspetto paesaggistico (centuriazione e bonifica), urbano (castrametatio), viario (sistemazione dei ponti e delle due vie di accesso, attestazione epigrafica di un viocurus), amministrativo (attestazione epigrafica di un pontifex e di alte cariche militari) e monumentale (monumento funerario ‘a dado’, fregi continui e ‘dorici’ con rilievi di armi, statuaria loricata).Il Museo della media valle del Liri attualmente fa parte del Consorzio Intercomunale Sistema Museale della Valle del Liri, nato nel dicembre 1998, di cui fanno parte tra gli altri anche il Parco archeologico di Fregellae, il Museo archeologico di Fregellae presso la città di Ceprano ed il Museo della civiltà contadina e dell’ulivo di Pastena.


 

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