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LA STORIA

Il Museo civico archeologico di Atina fu istituito con delibera comunale n° 10 del 24 febbraio 1978, per iniziativa dell’Assessorato alla cultura. Inizialmente accolto presso il Palazzo ducale dei Cantelmo, in una stanza al primo piano, nacque per raccogliere e presentare al pubblico i ritrovamenti archeologici delle aree di Monte Santa Croce, presso San Biagio Saracinisco e di altri scavi presso le località Cancello e Colle Alto.

La raccolta iniziale era costituita da rinvenimenti occasionali, avvenuti in seguito ad attività di scavo svolte negli anni ’70 da gruppi archeologici locali. Il programma di monitoraggio del territorio, intrapreso dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio negli anni ’90, integrato e supportato da una maggiore sensibilizzazione delle diverse amministrazioni locali, portò a considerare l’ipotesi di allestire il museo in una nuova sede. A tal riguardo fu scelto l’edificio in via Vittorio Emanuele, in origine destinato alle scuole elementari della città di Atina: attualmente la struttura è in parte occupata dalla Biblioteca comunale, mentre il primo piano e quello seminterrato sono riservati al museo e ai suoi uffici. La sede fu inaugurata il 13 aprile 1997, in occasione della mostra “Atina Potens”.


 

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