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L’edificio che dal 1997 ospita il Museo civico archeologico di Atina fu progettato nel 1925 dall’allora sindaco Giuseppe Visocchi, con l’intento di riunire in un unico complesso le scuole del paese. Il primo cittadino fece costruire a proprie spese la struttura – che infatti porta il suo nome – per poi donarla alla comunità nel 1928.

In vista della nuova destinazione d’uso, l’edificio fu ristrutturato e adattato, al fine di adeguare gli spazi esistenti alle esigenze del museo e della biblioteca.

Gli ambienti sono disposti su tre livelli. Al primo piano, leggermente ammezzato, si trovano il museo, un lapidario e gli uffici amministrativi. Tramite una scala, si scende al piano della biblioteca e degli uffici ad essa relativi. Scendendo ancora, si raggiunge il piano occupato da un secondo lapidario, dai magazzini per il deposito dei reperti, da un laboratorio di restauro e da una sala conferenza. L’edificio ha subito degli adattamenti nelle strutture destinate ad ospitare i due istituti, con la creazione di punti di passaggio tra le singole stanze. Inoltre è stato dotato di un ascensore interno per i visitatori diversamente abili.

      
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