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VILLAMAGNA, RESOCONTO DEGLI SCAVI 2006
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Villamagna:
indagini archeologiche all’interno di una residenza imperiale

10 febbraio 2007

"Gli scavi archeologici nell'area monumentale della villa imperiale di Marco Aurelio
e del monastero benedettino di San Pietro. Prospettiva della ricerca"

 

Il 10 febbraio, presso la Sala della Ragione del Comune di Anagni, sono stati presentati gli attesi risultati della prima campagna di scavo all’interno della residenza imperiale di Villamagna.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Noto, il quale ha confermato il deciso appoggio del comune ai lavori, mentre la coordinatrice dell’intero progetto, prof.ssa Elisabeth Fentress, ha introdotto gli interventi degli archeologi che con le loro ricerche, condotte lo scorso anno, hanno contribuito ad integrare la conoscenza dell’importante struttura e del territorio circostante. Le ricerche, inoltre, hanno visto la collaborazione dell’Università di Pennsylvania, che ha finanziato il progetto, la British School at Rome, la Compagnia inglese LP Archaeology ed il Comune di Anagni.

Un sentito ringraziamento, infine, è stato rivolto al sig. Rodolfo Cesaritti, proprietario dell’area di Villamagna, non solo per aver fornito i permessi necessari, ma anche per il prezioso appoggio logistico nel corso dei lavori.
Gli scavi nella corte del casale ottocentesco, diretti dal dott. Marco Maiuro, dottorando di ricerca dell’università di Trieste, hanno confermato quanto lo stesso proprietario della villa, l’imperatore Marco Aurelio, aveva descritto nelle sue lettere al maestro Frontone. La scoperta di una cella vinaria, che, nonostante le spoliazioni, doveva essere interamente rivestita di marmo pavonazzetto e giallo antico, fa supporre che questi locali non fossero destinati alla sola lavorazione delle uve e del vino, ma debbano essere identificati nel torcular, un’area di rappresentanza, in cui lo stesso imperatore usava cenare e di cui ci da una valida descrizione in uno dei suoi scritti.

Una seconda area di scavo è stata aperta nei pressi della chiesa di San Pietro in Villamagna, sotto la direzione della dott.ssa Caroline Goodson. Le ricerche hanno previsto una serie di operazioni di ripulitura, le quali hanno riportato alla luce così una parte del pavimento cosmatesco, molto simile a quello della cattedrale. Ulteriori saggi di scavo hanno constatato l’esistenza di aree sepolcrali nello stesso edificio: nel primo, all’interno di una delle cappelle, gli archeologi si sono imbattuti in una tomba, appartenente presumibilmente ad un unico gruppo familiare; mentre il secondo è stato aperto nel cortile antistante la chiesa, in cui è stata rilevata un’area con una chiara finalità sepolcrale. I resti umani rinvenuti sono attualmente in corso di studio da parte di un team di antropologi di Frosinone.




 

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