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VERTENZE MOZARTIANE

VERTENZE MOZARTIANE
un testo di Giovanni Fontana messo in musica da Antonio Poce, Antonio D’Antò e Luca Salvadori
per ricordare i 250 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart


Giovanni Fontana, voce
Eleonora Caliciotti, soprano
Nadia Rossi, flauto
Mario Cerroni, clarinetto
Vincenzo De Palo, violino
Donato Cedrone, violoncello
Fabrizio Bartolini, vibrafono, percussioni
Alessandro Di Giulio, xilofono, percussioni
Antonio D’Antò, direttore


Vertenze mozartiane
pulsioni - dinamiche - contrasti

I tratti apparentemente contrastanti della vita e dell’opera di Mozart si profilano attraverso il tracciato poematico delle “vertenze” suggerite dalla ri-lettura del suo singolare epistolario.
Da un lato balzano in primo piano le pulsioni, frutto di un erotismo delirante e trasgressivo, quanto candido e disarmante, che rispecchiano il suo pieno attaccamento alla vita; dall’altro si delinea con chiarezza la personalità del musicista, dedito allo studio e al lavoro con scrupolosa professionalità, ma del tutto consapevole del suo “talento superiore”. Come denominatore comune tra l’uomo e l’artista si pone emblematicamente l’identità leggera che si staglia nella continuità ineffabile del piacere, perché è proprio il duro lavoro della composizione che dà lo stesso piacere dell’ambiguo gioco delle passioni.
                                                                                              Giovanni Fontana

Un caro saluto al Maestro dell’imperfezione
musica di Antonio Poce, testo di Giovanni Fontana

Molteplicità rarefatta di voci e atmosfere segnate dal logos della notte, dove il magma rovente dell'eros fonde lucidissime geometrie di pensieri e il nitore fugace di impalpabili fantasmi. Paesaggio umano dalle cui viscere affiorano pianissimi di forza incontenibile. Figure pulsanti che vorrebbero squarciare l'anima e, a tratti, rovesciare il mondo.
                                                                                                  Antonio Poce

Un salto nel tempo
musica di Antonio D’Antò, testo di Giovanni Fontana

Scritto tra il 2006 e il 2007 questo lavoro assume il titolo di Un salto nel tempo, traendo la sua origine da un passo del testo di Giovanni Fontana, ma al tempo stesso diviene un intendimento compositivo. La celebrazione mozartiana attraverso le note più intime e riservate che il compositore austriaco affida alle lettere sono “ un salto nel tempo “  avanti e indietro; i suoi pensieri e i suoi ricordi vengono inviati ai posteri con tutta quella carica di semplicità, di ricercatezza, di aspettative e di drammaticità (come  del resto anche tutta la musica di Mozart). La composizione alterna l’uso di un “dinamico”e attuale cliché ritmico a “salti” indietro nel tempo, quasi come se nelle trame del testo (Fontana - Mozart) si intravedesse la filigrana mozartiana e la sua effige, puntualmente, si materializza sotto forma di suono e di anelito all’opera.
                                                                                                 Antonio D’Antò

L’opera per la testa
musica di Luca Salvadori, testo di Giovanni Fontana

«Non so cosa scrivo perché ho sempre l’opera per la testa» così Mozart in una lettera: vera dichiarazione d’amore di chi la testa l’ha persa, travolto dalla passione per la cosa amata!
Intorno all’idea che la musica di Mozart sia sempre “teatro” nasce L’opera per la testa, brano concepito come una piccola messa in scena. Vi si alternano tre soluzioni espressive:
1) la voce fuori scena di un sedicente Amadeus, ridotta a parvenza immateriale e per questo relegata al solo artificio dell’elaborazione elettroacustica; voce che appare in compagnia delle ‘sue’ musiche - coeve alle lettere citate - distorte e filtrate come attraverso specchi deformanti;
2) le polifonie mentali intrecciate attorno al teatro, alla musica, al genio di Mozart, interpretate dalla voce multitimbrica di Giovanni Fontana, contrappuntata dalle sole percussioni in ritmici e asciutti Recitativi;
3) le isole esposte al calor bianco della parola pura, in cui irradia l’aura sacra del non-significato, del non-testo e dove la voce può farsi canto: Arie, come da melodramma.
                                                                                                   Luca Salvadori

 

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